Page 164 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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            1° ottobre al 31 luglio) , la disciplina, il contegno, la gestione e il bilancio.
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            Alla Scuola venivano ammessi due categorie di allievi: guardie e aspiranti
            guardie; le prime già in servizio presso le diverse province che venivano tem-
            poraneamente distolte dalle loro ordinarie funzioni; i secondi coloro che si
            iscrivevano e frequentavano il corso con lo scopo di acquisire un titolo e di
            prepararsi a quegli esami per guardia forestale che si tenevano nelle varie
            province. Le guardie in servizio attivo erano accettate alla Scuola su semplice
            presentazione degli ispettori dai quali dipendevano. Gli aspiranti per essere
            ammessi dovevano avere tutti i requisiti richiesti per i concorrenti al posto di
            guardia forestale (stabiliti dalle Province), essere idonei al servizio militare,
            essere celibi ed avere una cultura non inferiore a quella della quinta elementa-
            re. Entrambe le categorie di allievi doveva versare all’Amministrazione della
            Scuola una retta mensile di 30 lire per il vitto; alle altre spese si provvedeva
            con il contributo del Governo e con quello della Provincia. Questo ordinamen-
            to rimase in vigore sino alla riforma Luzzatti, in attuazione della quale rela-
            tivamente all’istruzione del personale di custodia, fu promulgata la legge 14
            luglio 1912, n. 834. Tale legge prevedeva la fondazione di due scuole: una per
            l’istruzione degli allievi guardie forestali e l’altra per graduati (allievi sottuffi-
            ciali), che dovevano essere disciplinate con regolamento a parte da approvarsi
            con successivi provvedimenti legislativi. Il primo fu il r.d. 4 agosto 1913, n.
            1053, con cui venne istituita a Vallombrosa una Scuola, per agenti forestali
            graduati, nei locali del soppresso Istituto forestale. Il compito di questa Scuola
            era quello di formare, attraverso corsi di istruzione tecnico-professionale, i
            nuovi sottufficiali forestali per coprire i nuovi organici del Corpo. Annual-
            mente, dovevano essere avviati alla Scuola, tante guardie forestali (con alme-
            no 4 anni di servizio) quanti erano i posti vacanti nel ruolo; il corso aveva la




               obbligato a coltivare una definita area di vivaio forestale, secondo le istruzioni che gli venivano
               date, ed a eseguire saggi di rimboschimento.
            62  I primi tre corsi d’istruzione: il primo corso iniziato il 1° novembre del 1903 si concluse il 28
               luglio 1904, dopo che gli allievi ebbero sostenuto un esame, sulle materie apprese, davanti una
               Commissione nominata dal Ministero e composta dal sotto-prefetto del luogo, dall’ispettore fo-
               restale dell’Aquila, da un rappresentante del Comitato forestale della provincia e dal direttore
               della scuola. A questo corso parteciparono inizialmente solo 7 guardie provenienti dalle provin-
               ce di Ancona, Aquila, Bologna, Campobasso, Lucca e Porto Maurizio. Successivamente anche
               le province di Arezzo, Caserta, Catanzaro, Potenza, Roma, Salerno, Teramo e Trapani, raggiun-
               gendo solo nel mese di marzo la cifra totale di 16 allievi. Il secondo anno scolastico iniziò il 1°
               ottobre 1904 e si concluse il 27 luglio 1905 e fu frequentato da 30 allievi di cui 21 guardie ef-
               fettive e 9 aspiranti guardie. Il successivo corso per l’anno scolastico 1905-1906 fu frequentato
               da 32 allievi di cui 27 guardie effettive e 5 aspiranti, cfr. Regia scuola per le guardie forestali
               di Cittaducale istituita con regio decreto 29 dicembre 1904. Monografia in «Bollettino ufficiale
               del Ministero d’agricoltura, industria e commercio», anno V, fasc. 6, giugno 1906, pp. 267-276.
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