Page 159 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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IpotesI dI rIordInamento e dI formazIone dI serIe  159

              la Facoltà per conseguire la laurea in scienze forestali; mentre le materie mili-
              tari e l’istruzione pratica militare venivano impartite alla sede della Scuola .
                                                                                   52
              Dopo pochi anni si impose la necessità di fondere i due studi, quello tecnico
              e quello militare, in un unico organismo a carattere tecnico-militare; a tale
              scopo fu istituita con r.d.l. 23 dicembre 1937, n. 2359 l’Accademia militare
              forestale per il reclutamento di allievi ufficiali della MNF, con sede in Firenze.
              Il corso di istruzione aveva una durata biennale e venivano impartite nozioni
              sia su materie tecniche sia di addestramento militare. Nell’Accademia vigeva
              in sostanza, lo stesso ordinamento gerarchico-disciplinare e di studio degli
              altri istituti militari. L’ultimo corso per ufficiali della Milizia forestale iniziò
              nel 1943 ma non si concluse a Firenze bensì a Vallombrosa che dal 1938, era
              diventata sede estiva dell’Accademia. Successivamente la sede fu trasferita
              ad Oderzo (TV) e terminata la guerra l’Accademia fu chiusa. La legge n. 804
              del 1948 di ripristino del Corpo forestale, relativamente ai quadri superio-
              ri dell’Amministrazione, non contemplò l’istituzione di alcun centro di for-
              mazione e addestramento per il personale tecnico superiore. Infatti, al grado
              iniziale, potevano ambire per concorso i laureati in scienze agrarie, forestali
              o in ingegneria civile. Ai primi concorsi, banditi tra il 1949 e il 1951, parteci-
              parono pochissimi laureati in scienze forestali mentre cospicua fu l’affluenza
              degli agrari e degli ingegneri che, pur in assenza di uno specifico obbligo di
              legge, furono inviati a Firenze a frequentare le lezioni del secondo biennio di
              scienze forestali e a sostenere i relativi esami. Oltre alla specializzazione ob-
              bligatoria in discipline forestali, l’Amministrazione garantiva anche un con-
              tinuo aggiornamento professionale del personale con corsi di orientamento e
              perfezionamento, con dimostrazioni pratiche, seminari di conferenze e borse
              di studio per l’estero . Alla fine degli anni Ottanta, il CFS si trovò di fronte
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              all’esigenza di rinnovarsi e occupare nuovi spazi, creati dall’evoluzione cultu-
              rale, sociale ed economica del Paese in campo ambientale. E’ proprio in questa
              fase che si ripensata alle professionalità del ruolo direttivo con l’estensione a





              52  L’art. 1 del r.d. 24 maggio 1932, n. 625 stabiliva che per il reclutamento degli ufficiali della Mi-
                 lizia nazionale forestale fosse fatto per concorso fra i laureati in scienze forestali che avessero
                 ricoperto il grado di ufficiale in una delle Forze armate dello Stato. I posti che fossero risultati
                 vacanti dopo questo concorso, venivano messi a concorso fra i giovani che avessero superato
                 tutti gli esami del primo biennio in una Facoltà agraria del Regno; i vincitori del concorso fre-
                 quentavano il biennio della sezione forestale per conseguire il titolo di “Dottore in scienze fo-
                 restali” mentre nella Scuola si provvedeva a impartire, durante il biennio stesso, la necessaria
                 istruzione militare, cfr. Giovanni Sala, L’Accademia militare forestale, in «Rivista forestale ita-
                 liana», IX, 1939 pp. 4-10.
              53  Alberto Maria Camaiti, L’Azienda di Stato per le foreste demaniali nella nuova politica foresta-
                 le e montana, in «L’Italia Forestale e Montana», 10 (3),1955, pp. 97-106.
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