Page 170 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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Le specie utilizzate sono tutte mediterranee (quercia, noce,   proprio dalle lance delle navi da guerra, le uniche in grado
               pino) e questo confermerebbe una tradizione locale di costru-  di reperire senza difficoltà sei vogatori ed un timoniere.
               zioni navali. All’interno era presente un sistema continuo, par-  Ad alcune decine di metri dalla barca nel corso degli stes­
               zialmente dissestato nel corso della sommersone con il fango   si scavi, affiorò pure lo scheletro di un militare, con cintu­
               piroclastico, di serrette, cioè di tavole di fasciame interno poste   rone e gladio in discrete condizioni di conservazione. Forse
                                                                  9
               a contatto delle ordinate fino a 40 cm. dal bordo superiore...” .  un ufficiale della flotta, sbarcato dal battello per regolare
                 Dalla descrizione emerge una imbarcazione non solo di   l’evacuazione!
               notevole finezza, ma anche di notevole potenza impiegan­
               do almeno sei vogatori. Poco plausibile, pertanto, suppor­  Sulla spiaggia di Stabia
               la un semplice gozzo marinaro, che difficilmente avrebbe
               potuto disporre di un così numeroso equipaggio! Più lo­   Anche nel gruppo di Plinio, dopo i primi trasferimenti, si
               gico e coerente ravvisarvi, invece, una lancia, magari una   attendeva con ansia il ritorno della barca, ma lì furono i gas
               di quelle in dotazione alle quadriremi. È certamente signi­  tossici forse emessi dagli stessi lapilli, forse piombati giù dal
               ficativo osservare che proprio un battello del genere, a tre   vulcano insieme alle nubi ardenti ad uccidere quanti vennero
               remi per lato e timone a remo esterno, compaia sul bas­  raggiunti. Si trattò di una fine molto meno atroce: in quanto
               sorilievo, della necropoli dell’Isola Sacra, in funzione di   tipica dell’ossido di carbonio corrispose ad una sorta di tor­
               rimorchiatore nel porto. Compito assolto proficuamente   pore irreversibile. Nella tarda mattinata del giorno succes­
                                                                       sivo all’inizio della catastrofe, lungo l’intera costa alle falde
               9   Da A. M. FeRRoni, c. Meucci, Prime osservazioni sulla Barca di   del Vesuvio non vi fu più nessuno in vita, nessuno più da
               Ercolano: il recupero e la costruzione navale, in Il restauro del legno,   evacuare. Le navi, una dopo l’altra, rientrarono mestamente
               I, Atti del Convegno, Firenze 1989, p.111. Per approfondimenti cfr.   a Miseno con il loro carico di sopravvissuti, distrutti nell’ani­
               J. R. steFFy, The Herculaneum Boat: prelimi-nary notes on hall con-  mo e compromessi nel corpo. Fra loro anche Rectina e mol­
               struction, in American Jurnal of Archaeology, 89, 1985, pp. 519­21.  ti degli aiutanti dell’ammiraglio di cui purtroppo era stata
                                                                       riscontrata la morte. Tutti poterono perciò testimoniarne il
               In alto: bassorilievo di epoca romana imperiale con barca a tre ordini
               di remi per lato utilizzata come lancia e rimorchiatore per le manovre   coraggio del militare, la grandezza d’animo dell’uomo e la
               in porto.                                               sete di sapere dello scienziato. Poterono, forse, anche forni­
               Nella pagina a fianco: affresco con strutture portuali da villa San Mar-  re un’indicazione precisa su dove era stato visto per l’ultima
               co, Castellammare di Stabia, Napoli.                    volta, nonché del suo sonno sereno al cospetto del mare.





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