Page 49 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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700m a volo d’uccello dal canale che unisce il Mare Morto al pendentemente dalla loro contiguità con il porto o con il suo
mare, ovvero ad oltre un chilometro dalle istallazioni della imbocco, per cui non meraviglia trovare pure sulla sommità
base ben collocata all’innesto della penisola di Miseno o sul del Poggio, a ridosso di Punta Pennata, da dove si scorge
la rada di Miniscola. Più verosimilmente, bisogna riconosce liberamente Ercolano, Sorrento e Capri strani ruderi, inter-
re nella Piscina Mirabile la cisterna di una delle numerose pretati da molti studiosi come la base di un grande faro. Pro-
ville della regione di Bacoli/Bauli…” . babile pure che quella controversa struttura fungesse anche
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La critica, apparentemente sensata, presenta tuttavia da torre di controllo e segnalazione dell’ammiragliato: in tal
almeno un paio di vistose incongruenze: era certamente caso, distando circa un chilometro dalla supposta abitazione
possibile che una villa di notevoli dimensioni disponesse di privata di Plinio, avrebbe richiesto almeno un quarto d’ora
una cisterna tanto grande, ma nessuna villa, in nessuna par- per essere raggiunta, e poco meno per recarsi alla banchi-
te dell’Impero dispose mai di un acquedotto di 100 km per na, dettagli di fondamentale interesse per la ricostruzione
riempirla, né le sarebbe stato consentito l’allaccio! Meno dell’evento.
che mai avrebbe adottato un sistema di svuotamento tanto Per grandi linee il rudere consiste in un corpo a pian-
complicato in luogo di un unico condotto di prelievo sul ta quadrata, di oltre 20 m di lato, con compartimentazioni
fondo, con relativa valvola Ed è certamente emblematico interne ortogonali, che, a loro volta, appaiono congrue a
ritrovare una identica cisterna ad Albano , peraltro ancora sostenere un secondo corpo quadrato di soli 10 m di lato,
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in funzione. Capace di oltre 10.000 mc, suddivisa in cinque sormontato da un terzo ottagonale o circolare sorreggen-
navate mediante quattro file di pilastri cruciformi, serviva te la lanterna. In definitiva una torre simile al mitico faro
all’approvvigionamento idrico della Legione II Partica. di Alessandria d’Egitto, ma più piccola. Attualmente quei
resti murari sono inglobati in una masseria, stravolgimento
Il faro di Miseno che non ne ha però cancellato del tutto l’originario aspetto,
potenziato nel corso del I secolo d.C. con l’incremento de-
Una base navale per quanto piccola, in qualsiasi conte- gli spessori delle murature, circa un metro all’interno e oltre
sto storico, dovrebbe disporre di un discreto faro. Nessuna due lungo il perimetro. Non essendo una fortificazione il
spiegazione potrebbe giusti-
ficarne l’assenza, meno che
mai a Miseno, tanto più che
i Romani ne costruirono in
gran numero in diverse parti
dell’Impero. Non sfuggiva al
loro senso pratico il basilare
ausilio fornito alla navigazione
da quelle gigantesche torce.
Ovvio, quindi, che per esal-
tarne la prestazione si collo-
cassero sulla sommità delle
alture a picco sul mare o im-
mediatamente adiacenti, indi-
23 Da M. rEddé, Mare Nostrum…,
cit., p.192. Traduzione dell’A.
24 In merito cfr. G. LuGLi, Studi
minori di topografia antica, Roma
1965, pp. 404-415.
A fianco: il Golfo di Napoli, di Wil
liam Heather, Londra, 1810.
Nella pagina a fianco: ricostruzione
virtuale dell’intera pompa di Ctesibio.
parte prima - la flotta pretoria di miseno 4 7

