Page 92 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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politicamente, un personaggio onesto come Plinio doveva, in tempo un supporto logistico all’esercito, trasportando inte-
qualche modo, anche sentirsene all’altezza. Un uomo di cul- re unità da un punto all’altro del Mediterraneo. Prestazione
tura, uno studioso ponderato, un ufficiale responsabile della che per conformazione anulare dell’Impero, intorno ad un
sua levatura, solo facendosi immediatamente carico di acqui- mare chiuso tra le terre (medium terraneum), costituiva non
sire le necessarie competenze tecniche per ottemperare ade- solo la maniera più rapida di spostarsi ma, di gran lunga, la
guatamente all’incarico, lo avrebbe concretamente assunto! più sicura e comoda. Non caso: “a proposito dei Romani si è
In tale verosimile caso, nel giro di qualche anno sarebbe già osservato giustamente che «cercavano di dominare il mare
stato non solo in grado di comprendere l’intero comparto mediante il controllo delle coste»; che «la loro politica navale
ma anche di migliorarlo e razionalizzarlo, padroneggian- mirava a evitare di averne una» e che raggiunsero il loro sco-
do pienamente l’arma e le sue potenzialità. Del resto per po «quando il Mediterraneo fu trasformato non in mare, ma
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quale altra ragione si sarebbe dovuto vedere spessissimo, in un lago romano»” .
quasi quotidianamente, con l’imperatore non essendoci al- Una possibile emergenza di dover affrontare all’improv-
cuna campagna navale in corso? viso una qualunque flotta nemica, non ebbe alcun credito
Augusto nel 5 d.C. si vantò che la sua: “flotta [«classis mea»] per l’intera durata dell’Impero. Certamente i pirati dispo-
navigò [«navigavit»] per l’Oceano dalla foce del Reno verso orien- nevano di imbarcazioni, ma si trattava di battelli, relativa-
te fino ai territori dei Cimbri, dove né per terra né per mare [«ne- mente piccoli, destinati ad operare insidiosamente per cat-
que terra neque mari»] alcun Romano prima di allora si era mai turare inermi prede, e non certo per confrontarsi con unità
spinto...” . Come credere che per operare ai confini del mondo da guerra. In generale va precisato che organizzare delle
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conosciuto non fosse un titolo preferenziale disporre di cono- piccole flotte private, simili cioè ai tanti piccoli eserciti per-
scenze geografiche approfondite o almeno reputate tali all’e- sonali di cui molti latifondisti all’occorrenza disponevano
poca? Come supporre che per ordinare ai cantieri nuove co- armando i loro servi, si dimostrò sempre assurdo per una
struzioni navali fosse irrilevante una sperimentata competenza insormontabile ragione. Le navi da guerra, a differenza del
sulle essenze e sulle loro connotazioni ideali? Ritenere, pertanto, naviglio mercantile, in fase di combattimento o di naviga-
che la designazione di Plinio al comando della flotta di Miseno, zione bellica erano propulse tassativamente a forza di remi,
che giova sottolinearlo era la prima dell’Impero, costituisse una
mera scelta opportunistica appare quanto meno riduttivo. 35 Da y. GARlAn, Guerra..., cit., p. 191. Circa la visione strategica sottesa
Per meglio valutare la sensatezza di tale destinazione e all’impiego della marina da guerra in epoca imperiale cfr. R. A. PReston,
la congruità della scelta, occorre tratteggiare sia pure per s. F. Wise, Storia sociale della guerra, Verona 1973, pp. 61-62.
sommi capi i livelli tecnologici attinti dai mezzi della ma-
rina e la complessità dei loro armamenti, molti dei quali Sotto: bassorilievo Lenormant, raffigurante fiancata di triremi e disposi-
zione remarori. 410 a.C., Acropoli di Atene.
progettati, come accennato, per esclusivo impiego navale Nella pagina a fianco: la trireme Olympias, della Marina Militare Greca.
senza alcun equivalente terrestre. Digressione che ci con- Costruita tra il 1985 e il 1987, rappresenta uno dei rari esempi di archeo-
sentirà di comprendere meglio il comportamento di Plinio logia sperimentale in ambito navale.
e giudicarne le estreme decisioni operative.
Il motore della flotta: vogatori e remi
La volontà di Ottaviano Augusto di dotare l’impero di
una efficace marina da guerra, scaturiva dalla razionale com-
prensione del ruolo strategico del Mediterraneo. Come la
diretta esperienza gli aveva perfettamente dimostrato, solo
dopo essersene garantito l’assoluto controllo aveva potuto
concretamente governare Roma. Ovvio, pertanto, che l’ini-
ziativa fosse volta ad eliminare qualsiasi potenziale avversa-
rio sul mare, includendo nell’ambito anche la pirateria.
La marina infatti, come già osservato, si prodigò per con-
trastare la criminalità navale organizzata, fornendo al con-
34 La citazione è tratta da D. CARRo, Classica..., cit., vol. VIII, p. 242.
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