Page 95 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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simmetricamente rispetto all’asse longitudinale, richiedeva ghe pause operative. In tal caso è facile immaginare, infatti,
comunque una larghezza dello scafo di quasi 6 m. Poiché l’immensa compagine di sorveglianti ed aguzzini che avrebbe-
una corsia centrale era necessaria per il loro controllo, onde ro richiesto. Pertanto armare una modestissima squadra nava-
evitare di accrescere ulteriormente la dimensione, si colloca- le cozzava contro difficoltà insormontabili, senza contare che
rono gli ordini di voga superiori quasi fuori bordo, mediante non disponendo di porti e di basi d’appoggio il suo eventuale
una apposita struttura a sbalzo detta posticcio. In definitiva raggio operativo si sarebbe dimostrato insignificante.
una sola trireme richiedeva per la manovra dei suoi remi, Certamente esistevano in età imperiale grandi latifondi con
ovvero come motore principale, ben 31 rematori nei banchi migliaia di schiavi ma questi erano di disparatissima connota-
superiori e 27 per ciascuno dei due inferiori, logicamente zione fisica, competenza e dislocazione. In pratica mai se ne sa-
per entrambe le fiancate: un totale, quindi, di 170 uomini! rebbe potuto ricavare un contingente fisicamente omogeneo e
Nessun ricco possidente poteva, pertanto, permettersi di congruo alla voga, anche per poche unità. Logico concludere
assoldare tanti vogatori per un impiego tanto saltuario. Anche che nessun capitalista privato, nessun ricco possidente poteva
disporre di tanti schiavi, idonei alla massacrante fatica, si di- permettersi una sia pur minima flotta, dal momento che solo
mostrava non solo improbo da attuare ma quasi impossibile una istituzione statuale di grande respiro poteva sopperire al
da gestire adeguatamente e custodire con sicurezza nelle lun- relativo personale, evitando peraltro il ricorso agli schiavi.
parte seconda - aspetti operativi della flotta 9 3

