Page 90 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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Al di là dell’apparenza, tra la concezione architettonica del Discorso molto diverso per dirigere operazioni navali o
Pantheon, quella topografica della grande carta e quella bali- impianti della marina, attività che implicavano al di là di una
stica dell’arpax non sussistono inconciliabili competenze: tut- vasta preparazione specifica anche delle assodate competen-
te le realizzazioni possono riguardarsi come una sfida tecnica ze tecniche, ricavabili esclusivamente dal tirocinio in mare.
correttamente impostata e perciò validamente superata. Una Tratteggiando, sia pure per sommi capi, i diversi sistemi di
testimonianza esplicita della medesima mentalità razionale, telecomunicazioni impiegati dai Romani in generale e dalla
quella che sarà precipua, molti secoli dopo, degli ingegneri. loro marina da guerra in particolare, è iniziata ad emergere la
Comandare, magari in subordine, una legione nei primi rilevanza del supporto tecnologico utilizzato dall’arma. Sotto
secoli dell’età imperiale, un’unità cioè sostanzialmente se- questo aspetto, sensibilmente superiore a quello già avanzato
dentaria nei suoi confortevoli ed immensi accampamenti, dell’esercito, la marina si collocava all’avanguardia. Anzi a
richiedeva, a tempo pieno, delle capacità amministrative e voler essere più espliciti, fu proprio per funzionare nel suo
politiche e solo sporadicamente militari, peraltro di tipo ambito, che molti congegni dell’antichità vennero elaborati,
tattico. Tanto le prime quanto le seconde rientravano nella perfezionati ed ottimizzati. Pertanto, pur ammettendo per
tipica cultura e nella quotidiana prassi di ogni romano di assurdo la sufficienza di una tradizionale preparazione mili-
buona famiglia. Amministrare un latifondo, od una grande tare, per comandare la prima flotta imperiale, anche soltanto
azienda agricola a conduzione servile , evitando sprechi di
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risorse e di mano d’opera, era un impegno frequente e non
molto dissimile dalla gestione di un campo legionario. Sotto: triremi davanti all’imboccatura di un porto con molo a ponte,
torri e palazzi (particolare). Dal Tempio di Iside a Pompei, ora nel
Museo Archeologico Nazionale di Napoli (inv. 8527).
33 In merito, per ulteriori ragguagli cfr. V. i. KuzisCin, La grande Nella pagina a fianco: ricostruzione dell’arpax e della balista utilizza-
proprietà agraria nell’Italia romana, Roma 1984, pp. 80- 142 ta per il suo lancio dalla prua delle navi militari.
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