Page 181 - Airpower in 20th Century - Doctrines and Employment
P. 181
Italia
*
basiLio di Martino
Una storia incompiuta.
Potere aereo e dottrina d’impiego in Italia
dal 1923 ad oggi
a nomina di Italo Balbo a Sottosegretario di Stato per l’Aeronautica nel no-
vembre del 1926 può essere considerata un momento cruciale nella storia del-
Lla giovane Forza Armata. Il suo predecessore, il generale dell’esercito Alberto
Bonzani, aveva dato alla Regia Aeronautica una solida struttura di base, definendo
nel novembre 1924 i criteri per il reclutamento e l’avanzamento di un corpo ufficiali,
per forza di cose quanto mai eterogeneo, e dettando nel 1925 un ordinamento che,
nello stabilire la composizione e i compiti della cosiddetta armata aerea e delle avia-
zioni dell’esercito e della marina, cercava di fare chiarezza in una situazione ancora
confusa e terreno di scontro tra visioni contrapposte. Balbo andò infatti ben oltre
nel tentativo di dare all’aeronautica non solo un’anima, sforzandosi di alimentarne e
cementarne lo spirito di corpo, ma anche una convinta ragion d’essere, attraverso lo
strumento propagandistico delle crociere collettive e l’affermazione di una dottrina
d’impiego del potere aereo di cui queste imprese venivano a essere una prima mani-
festazione. L’esaltazione degli aspetti tecnici e organizzativi schiudeva una dimen-
sione che travalicava quella dell’eroismo solitario par dare concretezza al concetto
di massa e alla capacità di proiettarla a grande distanza. La visione imperante era
quella che, nel proporre una decisa rottura con gli schemi tradizionali nel segno della
modernità e dell’innovazione, si rifaceva al pensiero del generale Giulio Douhet,
visione che proprio in quegli anni giungeva alla piena maturità con la strutturazione
sistematica delle idee dell’ufficiale casertano.
Il primo tentativo di verificare sul campo la praticabilità di queste teorie, al di là
delle dichiarazioni ufficiali che ne ribadivano la centralità per la Regia Aeronautica,
fu fatto con le grandi manovre dell’estate del 1927. Queste si svolsero in Veneto tra il
16 e il 20 settembre sotto la direzione del capo di stato maggiore, generale Armando
Armani, con l’impiego delle unità da caccia, da ricognizione e da bombardamento
inquadrate nella I e nella II Zona Aerea Territoriale con un totale di 207 velivoli, 114
“azzurri” e 93 “rossi”. Tema dell’esercitazione era un conflitto tra Italia e Jugoslavia
con i due partiti che si fronteggiavano lungo una linea che dal Passo di Resia, sul
confine italo-austriaco, andava alle foci del Po attraversando il Passo della Mendola,
* Brigadier Generale A.M. - Storico aeronautico.

