Page 184 - Airpower in 20th Century - Doctrines and Employment
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quindi la capacità di variare all’occorrenza in tempi molto rapidi lo schieramento dei
reparti, se necessario trasferendoli su campi non completamente attrezzati.
Le grandi manovre si chiusero il 20 settembre con un esercitazione di tiro di
caduta sul poligono del Vivaro, presso Aviano, in cui da quote comprese tra i 1.000
e i 2.000 metri bombardieri bimotori Ca.73 e monomotori B.R.1 sganciarono in
tutto 367 bombe di peso variabile dai 15 agli 800 kg su simulacri di bersagli che
rappresentavano impianti ferroviari, un campo di aviazione, un ponte, un deposito e
postazioni d’artiglieria. In tutto questo non c’era molto di innovativo e, se si esclude
il colpo di apertura con il bombardamento simulato di Aviano, che sottolineava la
validità di un attacco preventivo alle fonti del potere aereo avversario per acquisire
una superiorità che i caccia avrebbero poi potuto mantenere senza sforzo, vi si ritro-
vano temi già sviluppati nell’ultima fase della Grande Guerra. Lo stesso può dirsi
della dimostrazione di bombardamento a volo rasente effettuata il 19 settembre da
32 B.R.1 del 13° Stormo, sempre sull’aeroporto di Aviano, durante la quale emerse-
ro difficoltà di fondo legate al profilo di volo piuttosto convenzionale seguito dagli
attaccanti. Il problema non sfuggì alla direzione delle manovre che ne trasse spunto
per sottolineare come il volo rasente richiedesse specifiche direttive di impiego ed
anche, se non soprattutto, soluzioni appropriate per i dispositivi di puntamento e lo
stesso armamento di caduta:
Questa nuova forma d’impiego trova la sua ragione di essere, e basa il suo successo, sulla
sorpresa e conseguentemente sulla difficoltà, da parte della difesa antiaerea, di segnalare
e colpire gli apparecchi. Un velivolo, sia pure di grosse dimensioni, che voli rasente agli
Caccia Fiat C.R.20.

