Page 183 - Airpower in 20th Century - Doctrines and Employment
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una storia inCompiuta. potere aereo e dottrina d’impiego in italia dal 1923 ad oggi
di mezzi adeguati per le comunicazioni terra-bordo-terra, che era più conveniente
ripartirli in due nuclei distinti, da impiegare l’uno a copertura dell’obiettivo dei bom-
bardieri avversari, l’altro per intercettarli sulla via del ritorno. Fu anche condotto con
successo un esperimento di ricongiungimento in volo tra reparti da bombardamento
e i reparti da caccia incaricati di scortarli, un problema al quale si era cercato di dare
soluzione già nel corso della Grande Guerra con risultati spesso insoddisfacenti, e
venne verificata la fattibilità di missioni di ricognizione in profondità senza scorta,
ivi incluso l’impiego di ricognitori per segnalare via radio la partenza e la rotta di
formazioni di bombardieri, anche in questo caso recuperando una modalità operativa
già in uso nel 1918. All’ostacolo proposto dalle condizioni atmosferiche avverse si
aggiunsero le difficoltà causate dall’imperfetto funzionamento degli apparati radio,
ma nel complesso la direzione delle manovre ritenne che l’esperimento fosse riuscito,
traendone l’indicazione che per l’esplorazione lontana erano fondamentali la velocità
e la capacità di far quota dei velivoli, insieme alla disponibilità di apparecchiature a
onde corte affidabili, con una portata di un migliaio di chilometri.
Armani volle anche mettere alla prova la mobilità dell’organizzazione di sup-
porto, con il trasferimento senza preavviso dell’82ª Squadriglia Caccia, su C.R.1,
da Ghedi a Padova, e il montaggio su questo campo di nove hangar già dislocati a
Gardolo e Bolzano. I risultati furono soddisfacenti: le due autocolonne arrivarono
a destinazione rispettivamente in 13 e in 17 ore, e il montaggio degli hangar venne
completato in meno di 5. L’efficacia di uno dei più importanti “servizi di campagna”,
e cioè quello delle auto-sezioni hangar, poteva quindi dirsi accertata e così pure
Velivolo Ca.73.

