Page 380 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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                 Infine abbiamo esaminato il passato  più recente,  quello  caratterizzato dalla
            contrapposizione bipolare, che è stato ben illustrato dal professar Coletta, dal co-
            mandante Ramoino,  dal  comandante Amosov  e  dal  professar  Mayzel.
                 E vorrei dare atto ai Presidenti delle varie Sessioni per la maniera impeccabi-
            le con cui hanno gestito gli interventi. Il professar Schulten, il professar Luraghi,
            l'ammiraglio Beauvois, il dottor Allard, il professar Gabriele, il professar Wallach,
            l'ammiraglio Alberini, il professar Rohwer, tutti meritano il più vivo apprezzamento.
                 Nel corso del convegno ho ricevuto alcune osservazioni di alcuni colleghi, che
            vorrei portare alla  attenzione di tutti voi,  unicamente ad alcuni  miei  commenti.
                 I  limiti  di  tempo del  nostro  esame  sono  risultati forse  troppo  ristretti.  Ciò
            non ha consentito di approfondire, così come avrebbero meritato, tutti i numerosi
            temi del convegno. Sotto questo profilo si può obiettare che il Comitato Scientifico
            ha deciso di accettare forse  troppi lavori in relazione ai  tre giorni del  convegno.
                 Sono convinto che negli atti del convegno sarà consentito a tutti di ampliare
            le  presentazioni.
                 Questo è il primo dei convegni che saranno organizzati sul tema del  Potere
            Marittimo, perché sono convinto, come ho già detto all'apertura del convegno, del-
            la necessità e della opportunità di un dibattito dialettico su questi temi. Ciò in quanto
            l'esame del nostro passato rappresenta una grande fonte di ispirazione e di rifles-
            sione nella definizione delle scelte del nostro futuro in campo strategico marittimo.
                 La  Marina ha  in progetto il trasferimento dell'Istituto di  Guerra Marittima
            a Venezia, facendo di questa città il centro culturale della Forza Armata. In questo
            contesto l'Arsenale potrà più facilmente e adeguatamente ospitare in futuro nuovi
            e importanti  convegni  e proporsi come luogo  d'incontro  per futuri  dibattiti  sui
            temi,  che  tanto  ci  appassionano,  della  dottrina  del  Potere Marittimo e Venezia,
            al centro del Mediterraneo, è certamente il luogo ideale di incontro, così  come lo
            è stato  sempre in  passato,  tra  l'oriente  e l" occidente,  tra il  nord e il  sud.
                 Gli interventi assai autorevoli  che  in questi giorni si  sono succeduti,  hanno
            avuto più a che fare con l'impiego in pace ed in guerra delle Marine Militari che
            non con il Potere Marittimo e il suo esercizio.  Insomma si  è preferito disquisire
            di Potere Navale e delle sue manifestazioni, anziché di Potere Marittimo: sono due
            concetti ben diversi e distinti. Questa differenza risulta forse più evidente nella ter-
            minologia anglo-sassone: il "Sea Power" è infatti un concetto diverso dal "Naval
            Power".  Quest'ultimo è una parte del primo e generato da questo come uno dei
            suoi elementi costitutivi assieme ad altri di natura politica, diplomatica, socioeco-
            nomica.
                 Il Potere Navale è quindi solamente uno degli aspetti dell'esercizio del Potere
            Marittimo, se si vuole anche il più importante, ma sempre e solo uno fra altri ele-
            menti  costitutivi,  del  Potere Marittimo.
                 La sempre valida enunciazione dei concetti sul Potere Marittimo formulati dal
            Mahan richiede tuttavia oggi una attualizzazione per la necessità di valutare l'im-
            patto degli elementi geo-politici e geo-strategici contenuti nelle recenti interpretazioni
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