Page 376 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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numeri complessivi non dissimili da quello che un tempo avveniva per la Germa-
nia occidentale, almeno in campo aeronautico e navale). Altrettanto importante
è divenuta la regione Sud della NATO per il controllo e la proiezione delle forze
verso il Medio Oriente e il Golfo. Contemporaneamente hanno cominciato a svi-
lupparsi nel Mediterraneo strutture militari integrate non dissimili da quelle che
in precedenza erano state create per l'Atlantico e l'Europa centrale: pensiamo ad
esempio alla trasformazione della squadra navale NATO per il Mediterraneo da
"on cali" a "standing", la creazione di una squadra navale "on cali" dell'UEO,
l'istituzione di EUROFOR e EUROMARFOR, eccetera.
È insomma evidente, da ogni punto di vista, come il quadro strategico del
Mediterraneo stia rapidamente trasformandosi, e non consenta più approcci stra-
tegici frammentari o settoriali, e come semplici approcci "difensivi", volti ad iso-
lare la sponda europea da quella africana e medio orientale, non corrispondano
alla realtà delle cose. È d'altro canto evidente come la maggior parte delle crisi in-
ternazionali oggi non possano essere facilmente ''circoscritte'', e come ogni inter-
vento vada ben oltre ogni facile compartimentalizzazione geografica. L'esperienza
bosniaca ha dimostrato con chiarezza l'importanza strategica "centrale" di crisi
apparentemente periferiche, e altrettanto si può dire della maggior parte delle crisi
in atto o latenti nell'area.
Ciò non toglie tuttavia che esista oggi un problema di ripensamento e di coe-
renza tra le varie visioni strategiche degli attori presenti nel Mediterraneo, causata
sopratutto da vecchie impostazioni e dalle incomprensioni o i timori collegati alle
esperienze passate. Basti pensare come la stessa NATO debba considerare le crisi
mediterranee come crisi "out of area", con tutti i limiti decisionali che questo com-
porta. D'altro canto anche il fatto che le politiche economiche e commerciali sono
incentrate attorno all'UE, mentre quelle strategico-militari hanno al centro gli USA
e la NATO comporta una pericolosa divaricazione, resa più grave dal fatto che
UE e USA non sembrano ancora aver sviluppato un vero e proprio dialogo strate-
gico politico al massimo livello.
Alcuni rischi esistono anche in campo strettamente militare e NATO. La cre-
scente importanza dello scacchiere meridionale ha fatto sì che il Comando meri-
dionale della NATO (AFSOUTH) abbia visto estendersi enormemente l'area del
suo interesse strategico, sino al Caucaso, all'Asia Centrale e al Golfo, mentre ha
dovuto concentrare la maggior parte della sua attività sulla specifica crisi della Bo-
snia. La ristrutturazione in atto dei Comandi della NATO deve quindi affrontare
questo problema. Le due scelte attualmente sul tavolo sono da un lato il rafforza-
mento delle risorse e delle capacità di AFSOUTH e dall'altro la sua scissione in
due Comandi, uno per il Mediterraneo Occidentale e uno per il Mediterraneo Orien-
tale. È però evidente come la seconda soluzione, apparentemente più semplice e
soprattutto più appetibile in termini di riallocazione di posti di comando per i
molti paesi mediterranei (specie in vista del reingresso della Francia nella NATO),
sia in contraddizione con l'obiettivo di una maggiore unità strategica e di un

