Page 371 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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IL QUADRO STRATEGICO DEL MEDITERRANEO
UNITÀ O FRAMMENTAZIONE
STEFANO SILVESTRI
Il Mediterraneo è tradizionalmente conteso tra l'unità del suo teatro navale
e la frammentazione indotta dai singoli scenari di conflitto e di crisi nelle regioni
che lo contornano. Dopo l'unità strategica assicurata dall'impero romano, per se-
coli il Mediterraneo è stato dominato da priorità e concezioni strategiche terrestri,
che sottovalutavano l'importanza autonoma ed unitaria del teatro navale. Questa
impostazione è stata caratteristica sia dell'impero ottomano che delle grandi poten-
ze europee (con brevi eccezioni) sino alla prevalenza navale britannica nell'area,
durante il XIX secolo. Da allora in poi la valenza strategica unitaria del teatro na-
vale ha sostanzialmente prevalso sulla frammentazione propria delle strategie ter-
restri, anche se non tutti i paesi hanno saputo adattarsi al meglio a questa mutata
situazione (ad esempio privilegiando una politica delle basi oltremare al potenzia-
mento autonomo delle capacità di controllo del mare e delle grandi vie di comuni-
cazione).
Da un punto di vista geo-strategico il Mediterraneo è un mare interno (me-
dium, mittel), comparabile per molti versi ad altri mari di dimensioni e funzioni
politiche, economiche e militari pressoché analoghe (incluse le dimensioni: circa
4.000 km di lunghezza per circa 1.200 km di larghezza, al punto della sua massi-
ma estensione), primi tra tutti il Mar cinese meridionale sino all'Indonesia e alle
Filippine e il Mare caraibico incluso il Golfo del Messico. Rispetto a questi bacini
il Mediterraneo ha vie d'accesso molto più strette e facilmente controllabili, ma
è ugualmente uno spazio complesso, pieno di terre e di realtà politiche ed econo-
miche diverse, e quindi anche fortemente influenzato dalle sue coste. Definire quindi
i criteri guida di un approccio strategico al Mediterraneo ha un'importanza che
va oltre quest'area e ha un valore più generale.
I "mediterranei", oggi, hanno in comune il fatto di essere aree di commercio
più che di produzione, e quindi anche di transito, costellati di città-porto e spesso
anche "zone franche", sviluppatesi proprio attorno a questa basilare funzione di
comunicazione e di scambio. Questa loro caratteristica, secondo alcuni studiosi,
ne ha anche facilitato la frammentazione politica e la generale instabilità e conflit-
tualità: in una parola, la frammentazione dovuta alla piccola o piccolissima dimen-
sione delle unità politiche che ne fanno parte e alla grande instabilità delle relazioni
internazionali tra di esse (tutte in dura concorrenza l'una con l'altra, mentre sono
più facilmente collegate con altre entità, esterne all'arca, grandi produttori o con-
sumatori di quella ricchezza che viene commerciata nell'area).

