Page 367 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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ATIUALITÀ POUTICA E STRATEGIA DEL POTERE MARITI'IMO 1'-:EL MEDITERRAXEO 353
nelle acque di loro interesse (tipica la Zona Economica Esclusiva) sulla base di CJ)n-
venzioni internazionali firmate e ratificate dai governi interessati.
Un tempo non si ammettevano limitazioni al di fuori delle acque territoriali,
se non quelle che in tempo di guerra un belligerante poteva imporre alla navigazio-
ne neutrale rispettando determinati oneri. Oggi è sufficiente la convenzione inter-
nazionale e la volontà dichiarata di avvalersene. Anche un piccolo Stato sprovvisto
di forze navali è legittimamente in grado di interdire o limitare la navigazione al-
trui in alto mare, purché nell'area in questione il diritto internazionale gli ricono-
sca un diritto. È evidente che nessuna potenza marittima, neppure in nome del
diritto di guerra, sarebbe legittimata a violare quei limiti di cui si è detto. Il tentati-
vo di farlo la costringerebbe ad affrontare spinosi problemi internazionali, che po-
trebbero dissuaderla a priori.
Occorre dunque prendere atto che da tutto ciò deriva una obiettiva limitazione
all'esercizio attuale del Potere Marittimo, tanto più incisiva quanto più si trattasse
di agire in tempo di pace: per esempio quando occorresse intervenire per la tutela
di un interesse nazionale o per eseguire una deliberazione internazionale, transi-
tando in acque soggette a limiti in base alle regioni dette.
Una seconda osservazione: oggi l'esercizio del Potere Marittimo può essere
contrastato con modalità nuove, mediante mezzi sofisticati che tuttavia sono a por-
tata di mano di soggetti un tempo neppure considerati. E non si tratta solo di pic-
coli Paesi in grado di impiegare mine a influenza o addirittura sommergibili, aerei
e postazioni costiere tutti armati di missili antinave o altri sistemi molto vicini al
terrorismo quale i ricatti sulla testa di connazionali catturati e tenuti in ostaggio,
lo stragismo esportato, l'insidia alla libertà di navigazione e di traffico. Vi è poi
da pensare alle potenzialità crescenti della malavita internazionale- quella che traffica
in armi, stupefacenti e materiali nucleari - ormai in grado di disporre di strumen-
ti agguerriti e numerosi, legata in vari modi a organizzazioni tirroristiche interna-
zionali. Ciò implica un nuovo campo di esercizio del Potere Marittimo relativo
al controllo delle acque costiere, non necessariamente solo di quelle territoriali, re-
scsi necessario anche per la prevenzione e la repressione della crescente e pericolo-
sa realtà dell'immigrazione illegale.
Che cosa si è ridotto invece a un trascurabile tasso di probabilità è il caso
di uno scontro fra forze navali contrapposte nel senso più classico dell'espressione.
In complesso oggi il Potere Marittimo dimostra, ancora una volta, quella flessibili-
tà che gli ha sempre consentito nella storia, di adattarsi alle varie situazioni.
Le condizioni armali implicano inoltre una diversa gerarchia d'importanza
degli elementi costitutivi del Potere Marittimo. A esempio, la posizione geografica
di un Paese ha oggi un grado d'importanza molto diverso dal passato e a seconda
della prospettiva in cui esso si pone: è fondamentale, se si pensa al mare come sede
e tramite naturale dei suoi interessi vitali; indifferente, ai fini dei possibili inter-
venti a difesa di quegli interessi, che potrebbero esplicarsi nelle acque di casa come
in mari e su coste anche molto lontani. Importanti restano la popolazione e il governo:

