Page 362 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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            nuove attrazioni geopolitiche, a probabili situazioni di frizioni e di confronto eco-
            nomico,  e quindi  strategico,  tutti  scenari  in  cui  l'esercizio  del  Potere Marittimo
            non potrà non essere una delle manifestazioni di  maggiore rilievo anche in consi-
            derazione dello sviluppo che stanno imprimendo quei Paesi alla loro presenza ma-
            rittima.  La  cerniera  di  congiunzione  tra  l'area  mèditerranea  e  quella  orientale
            dell'Oceano  Indiano,  come è detto,  è costituita dalla  regione  del  Corno  d'Africa
            e  del  Medio  Oriente.
                La fascia centrale del continente africano, di cui il Corno d'Africa rappresen-
            ta il lato orientale, è a elevato tasso di criticità politico, etnico o addirittura tribale,
            religioso, esistenziale.  Sudan, Somalia, Ruanda,  Burundi, Liberia hanno guerre e
            guerriglie in casa, mentre appena al di sotto della soglia di stato di guerra in atto
            sono altri Paesi della regione, ma con gravi problemi interni di  organizzazione ci-
            vile se non addirittura di sopravvivenza. Dopo le deludenti esperienze d'intervento
            - per tutte valga l'operazione Onu in Somalia - gli stati di crisi della regione sono
            stati fatti cadere nel dimenticatoio: nell'ambito delle organizzazioni internazionali,
            siano esse l'Onu o la  Nato o altre,  i maggiori associati  hanno deciso  di  ignorare
            le vicende critiche dell'Africa centrale, sia nel suo versante occidentale che in quel-
            lo  orientale.
                L'Africa "nera", almeno per il momento e per il futuro, non rappresenta un
            interesse preminente per gli  interessi  del mondo  più avanzato:  meglio  ignorare.
            Questo però non significa che il Corno d'Africa non continui a rivestire un'impor-
            tanza  fondamentale  per l'Europa.  Le  possibilità  francesi  e  italiane  nella  regione
            possono essere  notevoli:  a  esempio,  un ritorno  dell'Italia,  sotto  diverse  forme  di
            cooperazione e di presenza, in Eritrea, in Somalia e in Etiopia sarebbe di estrema
            utilità ai fini geopolitici e geostrategici degli interessi dell'Europa, specie nell'ottica
            di un nuovo futuro assetto, quasi di certo tribolato, dell'ampia area medio orienta-
            le  e dell'Oceano  Indiano.
                Una iniziativa di questo tipo, dettata da obiettive e reciproche ragioni geopo-
            litiche e geostrategiche, può assumere immediata concretezza con un possibile eser-
            cizio di sea power realizzando quella forma  di  strategia marittima oggi  sintetizzata
            nel princip.io del/n avanti e in anticipo ... dal mare, mutuata dalla più ampia concezio-
            ne americana del Forward ... from  the sea generata dalla ci elaborazione pose-bipolare
            della  maritime !Walegy.
                Le condizioni di stabilità e di  pacifica convivenza in quest'area africana, sa-
            rebbero importanti e influenti anche su tutta la fascia  del Nord Africa mediterra-
            neo, sensibile a tensioni e integralismi che si  pongano al suo confine meridionale.
            Proprio il  Nord Africa - dall'Egitto al Marocco -ha una criticità di  rapporti al-
            l'interno della completa e vasta realtà araba e mussulmana, dando luogo a impre-
            vedibilità e instabilità di regimi. Da un punto di vista geopolitico le posizioni cardinali
            del Nord Africa sono quelle dell'Egitto- cerniera di congiungimento tra il Levan-
            te, il Medio Oriente, il Nord Africa e l'Oceano Indiano -, della Tunisia - punto
            di  controllo  del  Canale  di  Sicilia  -, e  del  Marocco  - cerniera  del  passaggio  tra
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