Page 360 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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         - anchè- una che investe il Vicino e Medio Oriente con evidente influenza ·e presenza
           nella  grande area  del  Mediterraneo  allargato.
                Per l'Italia non si  tratta di contrastare o di competere coll'indirizzo germani-
           co né di imitarlo con scelte continentalistiche che contraddirebbero la sua naturale
           specificità marittima. Si  tratta invece di crearsi quello spazio politico-economico
           e di  sicurezza militare, caratterizzato appunto dalla specificità marittima e medi-
           terranea dell'Italia, che possa consentire a Roma di influire e padroneggiare quella
           che un giorno potrà essere la politica mediterranea e marittima dell'Unione Euro-
           pea. Se l'Italia non provvederà a questo, rischia che le scelte e le decisioni in pro-
           posito siano prese da Paesi che, se pur sempre partners europei, mediterranei non
           sono. Scelta da evitare è certo quella di una continentalizzazione diretta verso il centro-est
           europeo, che sembra essere prediletta da alcuni ambienti dirigenti, che snaturereb-
           be interessi  e vocazioni  propri  del  Paese.
                Per evitare un destino di mitteleuropeizzazione che renderebbe l'Italia ancillare
           sotto ogni aspetto alla Germania, e per migliorare invece la sua posizione geostra-
           tegica e consolidare il suo grado d{ Potere Marittimo, al di là della volontà politica,
           l'Italia ha  poche carte favorevoli:  una di  queste è la  riscoperta  della  contiguità e
           della conoscenza reciproca con gli altri Paesi mediterranei di diversa civiltà, rifa-
           cendosi e aggiornando gli aspetti del Potere Marittimo delle nostre antiche Repub-
           bliche marinare,  in particolare quelli  delle  repubbliche di  Genova  e di  Venezia.
           Seguono poi l'Albania e l'utilizzazione del porto di Trieste, una rivitalizzazione della
           propria marina mercantile nell'insieme dei suoi traffici marittimi e del suo svilup-
           po economico, uno strumento militare marittimo integrato in una organizzazione
           militare interforze che le possa consentire immediatezza d'intervento e reazione in
           ogni  punto dell'area  allargata  del  Mediterraneo.
                L'Albania è una preziosa testa di ponte nella penisola balcanica e da essa -
           insieme a Otranto dall'altra sponda - si controlla l'accesso adriatico-mediterraneo:
           una presenza sul suo  territorio - come  è stato  sperimentato  nel  recente  passato
           per ragioni umanitarie - e una cooperazione politico-strategica con essa consenti-
           rebbero di far sentire influenza sino alle coste del Mar Nero e di conferire sicurez-
           za  all'intero  Adriatico.
                Trieste è più vicina a Budapest che a Roma: è stata per anni il porto naturale
           dell'Europa centro-orientale, la via d'accesso mercantile e culturale specie verso la
           pianura ungherese, e potrebbe tornado nel quadro di una nuova situazione adria-
           tica, dove l'Italia possa svolgere una funzione di preminenza e di garanzia di sicu-
           rezza  specie a  fronte  di turbolenze e aspirazioni  neonazionaliste,  anche  militari,
           da parte di nuove sovranità nazionali comparse sulla sponda opposta settentriona-
           le  dell'Adriatico.
                Un rinnovato sviluppo della marina mercantile e una sua crescente presenza
           nei volumi di traffico marittimo da e per l'Italia e da e per il Mediterraneo, dareb-
           be crescente sostanza alla specificità marittima italiana, con influenza su un ampio
           spettro di  attività economiche anche in un'unificante ottica europea.  Combinato
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