Page 361 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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ATTUALITÀ POLITICA E STRATEGIA DEL POTERE MARITTIMO NEL MEDITERRANEO 347
tutto questo con una componente navale dello strumento militare integrato, a tec-
nologia avanzata e numericamente rispondente all'ampiezza dei ruoli e delle fun-
zioni che l'Italia desidera ricoprire, essa presenterà un conglomerato geopolitico,
geostrategico ed economico degno di chi vuole aspirare a essere una media - e dico
anche piccola -potenza regionale con interessi glohali. Porterà in Europa un forte ele-
mento di marittimità mediterranea, vitale sia per l'Unione sia per l'Italia stessa,
assieme a elementi fondamentali per la creazione e l'esercizio di un Potere Maritti-
mo, parzialmente nazionale, ma sopratutto di comunità o di coalizione.
Aspetti geopolitici e geostrategici delrarea "allargata" del Mediterraneo
Motivi e realtà di carattere economico, politico e strategico, ma anche geogra-
fico e geopolitico, inducono a dover considerare l'area medi orientale e del Corno
d'Africa come facente parte della regione geopolitica del Mediterraneo. Questa va-
sta regione salda infatti il nostro mare alla grande area marittima del Golfo Persico
e dell'Oceano Indiano che va dalle coste orientali africane sino alle propaggini del
subcontinente indiano e a quelle del sud-est asiatico.
Il Levante e il Medio Oriente incidenti sul Mediterraneo, sono da sempre il
punto di concentrazione delle linee di flusso culturali, sociali, economiche prove-
nienti da tre continenti e luogo di scontro ogni volta che una di loro, o tutte insie-
me, cercavano di espandersi nelle aree adiacenti. Lo scontro/incontro di queste
diversità ha fatto sì che l'area abbia sempre rappresentato la zona più turbolenta
del bacino allargato. Solo quando un impero- romano o arabo o turco o britanni-
co - riusciva a controllare le ali dell'area fu possibile un certo grado di stabilità.
Le situazioni di instabilità nel Levante e nel Medio Oriente sono note e conti-
nuano a persistere, anzi aprendo nuovi scenari di crisi dagli esiti imprevedibili.
Poiché le relazioni nel Vicino e Medio Oriente sono fortemente caratterizzate dal-
l'uso e dalla consistenza della potenza militare, le frontiere hanno caratteristiche
strategiche. Per i vari Paesi si tratta, in definitiva, di possedere frontiere sicure
e/o di occupare territori che aumentino la loro sicurezza.
Come già accennato il Levante mediterraneo e il Medio Oriente, attraverso
il Canale di Suez e il Mar Rosso, portano il nostro mare a diretto contatto con
la grande estensione dell'Oceano Indiano che collega la vasta regione dell'Asia sud-
orientale a forte rappresentanza mussulmana all'area del Golfo e del Corno d'Afri-
ca anch'essa a forte presenza islamica. Questo aspetto, senza esagerare in soprav-
valutazioni, va tenuto ben presente, ma ancor di più occorre per il futuro ponderare
una realtà già viva: tutta l'area del sud-est asiatico, coll'aggiunta della Cina, rap-
presenta oggi la regione a più forte tasso di espansione e di sviluppo economico,
nonché il punto di massima concentrazione di spese militari, incluse quelle per
armamenti nucleari dove India e Pakistan, più Cina e Iran ai due estremi geo-
grafici della zona, guidano la rincorsa al deterrente atomico. Le inter connessioni
tra il Mediterraneo, il subcontinente indiano e l'Asia del sud-est non potranno fare
a meno di intensificarsi e non sempre sotto un segno positivo, dando luogo a

