Page 356 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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            sul  Mediterraneo:  dall'Europa occidentale al  Maghreb,  dalle  regioni  danubiano-
            balcaniche al Vicino Oriente, dai territori caucasici, anatolici e mesopotamici sino
            al Mare Arabico, dal Medio Oriente sino al Corno d'Africa e all'Oceano Indiano.
                 L'esercizio del Potere Marittimo in questo  nostro mare, così come altrove, è
            un fatto di geopolitica e di geostrategia. La Geopolitica riquarda la geografia poli-
            tica applicata ai problemi internazionali, la Geostrategia si riferisce alla teoria del-
            l'azione nello spazio geografico. La  Geopolitica può solo  indicare una possibilità
            di  scelta,  ma  non assicurare che essa  sarà fatta.  Diverso è il discorso  per quanto
            riguarda la Geostrategia. Se una scelta è stata fatta, allora occorre procedere a for-
            mulare una teoria dell'azione da svolgere per ottenere i risultati  che  questa scelta
            si è imposta. Cioè occorre formulare una strategia. La Geostrategia deve influenza-
            re i limiti,  le  possibilità, la  validità di una strategia applicata in un determinato
            spazio  geografico.
                 Per esempio una strategia valida in un ambiente continentale non è detto pos-
            sa  essere altrettanto valida  in un ambiente marittimo o viceversa.  In questo mo-
            mento  ciò  è molto  importante essendo  in  presenza  di  una sorta di consociativismo
            internazionale che attraverso accordi e organismi plurinazionali di diversa natura
            si  è dato  l'autorità di  intervenire e interferire  anche  nelle  crisi  interne dei  paesi
            quando siano ritenuti a rischio il rispetto delle regole e dell'ordine riconosciuti dal-
            la comunità internazionale. Sino a ora questo si è dimostrato sopratutto vero dove
            e quando fossero  a repentaglio interessi diretti di grandi potenze: altrove,  conve-
            nienze di  varia  natura  hanno  fatto  preferire  il  non  intervento.  Tutto ciò  è però
            avvenuto, almeno dal 1989 in poi, anche senza tenere molto conto di molte impli-
            cazioni locali e proprie di  un'area e ciò può spiegare almeno in parte i deludenti
            risultati ottenuti in Somalia e nella drammatica successione di indecisioni nei con-
            flitti  dell'area  croato-bosniaca.
                 Questi rilievi assumono un valore ancora superiore quando si tratta di eserci-
            zio di Potere Marittimo, con le sue attinenze geopolitiche e geostrategiche, in quel-
            lo che è ormai conosciuto come Mediterraneo allargato, non ceno avaro di aree critiche.
                 II  Mediterraneo è stato visto  dai geografi,  dai geopolitici,  dagli  strateghi  in
            diversi modi, anche come un'immensa pianura liquida, circondata in buona parte
            da montagne e alture, punto d'origine di civiltà, commerci, culture e scontri per
            il suo dominio,  compartimentata dalle  cinque penisole che vi  si  affacciano:  Tur-
            chia, Balcani, Italia, Spagna, Maghreb. Si hanno così alcuni bacini ristretti che nel
            corso della  storia hanno avuto  diversa importanza. Il  Mar Nero è uno di  questi
            e oggi riscopre - dopo essere stato una sorta di lago russo-sovietico -, con la  sua
            libera riapertura  alle  acque mediterranee,  una  nuova  importanza sia economica
            sia strategica testimoniata dalla ''Dichiarazione di cooperazione economica del Mar
            Nero .. del 3 febbraio  1992 sottoscritta da Turchia, Ucraina, Russia, Azerbaigian,
            Armenia, Bulgaria, Georgia, Moldavia, Romania e che riconosce nei fatti un ruolo
            di  primo piano alla  Turchia.
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