Page 374 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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                II "nuovo" Mediterraneo è caratterizzato da importanti mutamenti struttura-
           li nell'assetto internazionale dei paesi del Sud Europa. Per la  prima volta nell'era
            moderna,  i paesi della  penisola iberica,  la  Francia, l'Italia  e la  Grecia sono tutti
            membri della stessa comunità, l'Unione Europea, cui sono vieppiù collegati (sino
           a paterne divenire membri, in un futuro più o meno lontano) anche altri stati chia-
           ve come la Slovenia, la  Croazia, gli altri stati della penisola balcanica, la Turchia,
            Cipro e Malta. Lo stesso sistema di alleanze militari (NATO e UEO) raccoglie grosso
            modo gli stessi paesi (membri sono Portogallo, Spagna, Francia, Grecia e Turchia,
            oltre a Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania, i maggiori "attori esterni" presenti
            nell'area, variamente associati gli altri). Questi legami di integrazione e di alleanza
            non hanno  necessariamente eliminato diversità  di  punti di vista  o persino attivi
            contrasti reciproci (come tra Grecia e Turchia), ma hanno comunque creato una
            unità strategica delle grandi linee di fondo di politica internazionale che costituisce
            una assoluta novità. Un a delle conseguenze di questo mutamento è che, con la par-
            ziale eccezione della Turchia (peraltro tutta da verificare nei  prossimi anni), tutti
            questi  paesi  "mediterranei"  sono divenuti  sempre più "europei",  sia  in termini
            di sistema politico che di abitudini di vita, oltre che per l'orientamento, le presta-
            zioni e le caratteristiche del loro  sistema  economico.  In altri termini, l'Europa si
            è estesa  decisamente verso  il  Mediterraneo.
                Ci  si  può domandare se questo processo continuerà e si  rafforzerà anche in
            futuro.  L'allargamento della NATO e dell'DE sembra procedere più rapidamente
            verso Est che verso  Sud e potrebbe comportare sia  un annacquamento di  queste
            realtà integrative, sia un mutamento delle loro priorità a scapito del Sud Europa.
            D'altro canto anche l'approfondimento dell'DE  potrebbe porre alcuni  problemi,
            viste le reali difficoltà che i paesi del Sud Europa incontrano, ad esempio, a confor-
            marsi ai criteri stabiliti per il pieno accesso nell'Unione Monetaria. È quindi possi-
            bile che  si  creino  nuove linee di  frattura,  più o  meno  rilevanti,  sopratutto verso
            la parte orientale del Sud Europa (visto che Spagna, Francia e Italia hanno abbrac-
            ciato  un programma  di  rapida  omogeneizzazione ai  criteri  stabiliti  dal Trattato
            di Maastricht). E tuttavia anche simili sviluppi non dovrebbero trasformare radi-
            calmente il quadro attuale, sia perché non sarebbero limitati ai soli paesi del Sud
            Europa,  sia  perché  comunque l'UE in  quanto  tale  continuerebbe ad includere a
            pieno  titolo  anche  i  paesi  rimasti  fuori  dall'Unione Monetaria.
                Una delle conseguenze sociali più interessanti dell'integrazione europea è sta-
            ta quella che tutti i paesi mediterranei membri dell'UE che un tempo, con la sola
            eccezione della  Francia,  erano paesi  di  forte  emigrazione,  da  una  decina  d'anni
            a  questa parte sono divenuti  invece  paesi  di  immigrazione.  Questo sviluppo  ha
            coinciso con il progressivo aggravarsi, a scapito dei paesi europei, dell'equilibrio
            demografico con i paesi mediterranei, che sono poi anche que11i  da cui proviene
            la maggiore pressione migratoria. La sola popolazione dei paesi rivieraschi dell'A-
            frica del Nord raggiungerà nel 2025 i 260 milioni. Includendo la Turchia arrivia-
            mo ad oltre 350 milioni già nei primi anni 2000, più numerosi della popolazione
            complessiva  dei  paesi  membri  dell'UE.
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