Page 379 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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BILANCIO  DEL  CONVEGNO                                                365



                            BILANCIO  DEL  CONVEGNO



                                                                MARIO  BURACCHIA




            Al termine dei nostri lavori, dopo le brillanti relazioni ed i dibattiti di questi
       giorni, è possibile fare  un consuntivo ed  una prima valutazione sui  risultati  rag-
       giunti nel convegno dal punto di vista scientifico.  A mio parere essi  sono andati
        ben oltre le  nostre aspettative.  L'incontro ha consentito di  rileggere,  in "chiave"
        marittima, prendendo a prestito una espressione musicale, la  nascita della  civiltà
        occidentale, la sua crescita, ed il suo diffondersi attraverso i mari di tutto il mon-
        do.  Non si  può  non  convenire che  il convegno  sia  stato  una  ulteriore  conferma
        del ruolo che il Potere Marittimo ha giocato nella complicata e lunga storia dell'uo-
        mo, i cui cambiamenti epocali sembrano essere stati determinati in tutto o in parte
        da  eventi  marittimi.
            Ciò premesso mi limiterò ad una breve e superficiale carrellata sugli autore-
        voli interventi di queste tre dense giornate perché è assai difficile poter dare una
        valutazione a  caldo  su  tutte le  interessantissime  conferenze.
            Il  professar Luraghi  ci  ha ricordato che fin  dalla  loro  nascita gli  Stati Un i ti
        sono stati costretti  dalla  loro  natura insulare a  diventare una  potenza  marittima
        ed  una mediterranea  in  particolare.  Esigenza  tutt'ora  reale  con  la  quale  devono
        oggi  misurarsi le  complesse problematiche mediterranee, ben evocate dagli  inter-
        venti del Capo di Stato Maggiore della Marina, del Sindaco di Venezia, del profes-
        sar Santoro,  del  professar  Silvestri  e  del dottor  Giorgerini.
            Le  tematiche attUali con le  quali ci  confrontiamo hanno profonde radici  nel
        passato antico e anche in quello più recente, ben delineate negli interventi del capi-
        tano Preston, del professar Langley, dell'ammiraglio Hirama, del comandante Car-
        ro, del professar Zorzi, del colonnello Taskiran, del professar Frasca, dell'ammiraglio
        Kapetos, del colonnello Macedo Carvalho e del colonnello Guilmartin. Tutti questi
        interventi, originali, ben documentati e di grande spessore scentifico, ci hanno con-
        sentito di riCostruire nelle grandi linee r evoluzione del Potere Marittimo nel Medi-
        terraneo.
            Abbiamo potuto riesaminare attraverso brillanti  relazioni,  seguite anche da
        un acceso dibattito, gli avvenimenti marittimi, della prima metà del nostro secolo
        a noi più vicini. Hanno dato il loro contributo il professar Rohwer, l'ammiraglio
        Kessler, il professar Santoni, il dottor Nassigh, il dottor Brown, il dottor Allard,
        il dottor Boog, l'ammiraglio Sicurezza, il comandante Dyskant e il dottor Frank.
            Un contributo notevole all'interpretazione italiana delle tematiche del Potere
        Marittimo è stato portato dal dotto intervento del colonnello Botti sul pensiero del
        comandante  Bonamico.
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