Page 375 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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IL QUADRO STRATEGICO DEL MEDITERRANEO UNITÀ O FRAMMENTAZIONE 361
Nello stesso tempo l'UE nel suo insieme (e al suo interno in particolare la
Germania, la Francia e l'Italia) è divenuta di gran lunga il primo partner commer-
ciale di tutti gli altri paesi del bacino mediterraneo, del Medio Oriente e del Golfo.
Anche un esame più dettagliato, paese per paese, mostra come in alcuni singoli
casi (ad esempio l'Egitto ed Israele) gli USA siano il primo partner commerciale
individuale, e come i singoli paesi dell'VE a loro volta abbiano rapporti commer-
ciali particolarmente rilevanti con questo o quell'altro singolo paese dell'area, l'ag-
gregato dell'DE è comunque il dato dominante su tutti ed ovunque.
Un altro elemento di novità è rappresentato dagli importanti legami di dipen-
denza energetica (petrolio, ma sopratutto gas naturale) che si sono venuti stabilen-
do tra i paesi produttori e i paesi europei, in particolare Spagna, Italia e Grecia.
In alcuni casi, come quelli dei gasdotti tra l'Algeria, l'Italia e la Spagna, questo
rapporto ha assunto una dimensione fisica di immediata visibilità e concretezza.
Questo legame strategico non ha vere alternative, salvo una completa rivoluzione
nei sistemi di approvvigionamento e consumo di energia dei paesi industrializzati:
un processo ·che richiederà comunque moltissimi anni.
Anche la tecnologia sta abbattendo le barriere fisiche del Mediterraneo, sia
nel campo delle comunicazioni e del commercio che in quello più specificamente
militare. In media, entro il prossimo decennio, è probabile che ogni capitale dei
paesi dell'VE sia compresa entro il raggio d'azione di missili balistici basati in sul-
la costa africana o in Medio Oriente, a cominciare naturalmente da quelle dei pae-
si dell'Europa meridionale. Ciò già avviene per molte città turche (comprese entro
il raggio di missili siriani o israeliani). La pressione della proliferazione missilistica
e delle armi di distruzioni di massa è quindi destinata a mutare radicalmente le
percezioni di sicurezza e le strategie dei paesi europei e della NATO (e quindi an-
che degli Usa, nell'area).
Più in generale, da un punto di vista politico strategico, è necessario sottoli-
neare due grandi novità: la prima riguarda i paesi della sponda Sud e l'altra i paesi
dell'Europa meridionale. Per quel che riguarda i paesi della sponda Sud, il proble-
ma da affrontare oggi è quello delle evoluzioni politicamente radicali dell'Islam e
dal risorgere di forti spinte nazionaliste. Ambedue queste tendenze, che a volte,
in modo contraddittorio e perverso, tendono a rafforzarsi l'un l'altra, pongono gra-
vissimi problemi di stabilità politica ai governi della ragione, alimentano la con-
flittualità tra paesi del Medio Oriente e dell'Africa e pongono problemi crescenti
(ad esempio di terrorismo) al resto del mondo. Benché sembri esagerato parlare
di uno "scontro di civiltà" fra Nord e Sud, quello che avviene ed accresce la gravi-
tà delle crisi, è un molto più aspro scontro Sud-Sud, che a sua volta, vista l'impor-
tanza strategica della regione, coinvolge gli interessi vitali del N or d.
I paesi dell'Europa meridionale, a loro volta, hanno visto aumentare notevol-
mente la loro rilevanza strategica anche in termini di sicurezza europea e transa-
tlantica. Ne è un chiaro esempio la crisi nell'ex-Iugoslavia che ha rapidamente
trasformato l'Italia nella principale piattaforma operativa delle forze alleate (con

