Page 373 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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IL QUADRO STRATEGICO DEL MEDITERRANEO UNITÀ O FRAMMENTAZIONE 359
l'ormai scomparsa Eskadra del Mediterraneo), hanno accentuato questa unicità e
prevalenza americana, che dura ormai da oltre vent'anni (includendo nell'area an-
che il Medio Oriente e il Golfo).
Tuttavia tradizionalmente vi è stata anche una certa divergenza di visione stra-
tegica tra gli Usa e alcune potenze mediterranee come la Francia e la Spagna. Gli
Usa hanno visto il Mediterraneo dapprima in funzione del confronto con L'Urss
e come "fianco Sud" del ben più importante fronte centro-europeo, e successiva-
mente come grande via di comunicazione e di proiezione della forza militare verso
le sue coste orientali e il Golfo. Francia e Spagna hanno invece sviluppato un inte-
resse prevalente verso il Mediterraneo occidentale e la costa Nord dell' Mrica (Magh-
reb). L'Italia ha mantenuto una posizione più bilanciata, al centro del Mediterraneo,
mentre Grecia e Turchia sono state assorbite in primo luogo dal conflitto reci pro-
co. Nel caso specifico della Turchia peraltro, dopo un lungo periodo di chiusura
verso i suoi vicini orientali e del Medio Oriente, e di sostanziale scontro e ostilità
nei confronti dei sui vicini occidentali (Grecia e Bulgaria), che la portavano ad
affermare una politica di diretto collegamento con Usa ed Europa, si nota ora una
forte rinascita di iniziative "regionali" verso i Balcani, il Mar Nero e sopratutto
il Medio Oriente.
Tutti questi paesi comunque hanno tradizionalmente oscillato tra due oppo-
ste visioni dell'area mediterranea e quindi anche del loro ruolo strategico: una vi-
sione conflittuale (Nord-Sud o Est-Ovest) in cui il Sud Europa diveniva il baluardo
difensivo dell'Occidente, ovvero una visione più cooperativa, in cui veniva esalta-
to il ruolo di "ponte" (tra Est ed Ovest, ma sopratutto tra Nord e Sud) che i singoli
paesi avrebbero potuto svolgere. Solo più recentemente sono state avanzate propo-
ste politiche di ampio respiro mediterraneo, tra cui ricordiamo quella italiana e
spagnola di una Conferenza per la Cooperazione e la Sicurezza nel Mediterraneo
( 1990), poi sostanzialmente abbandonata, e quella italiana, francese ed egiziana
relativa ad una Partnership per il Mediterraneo (1993), tutt'ora in corso. Queste
iniziative peraltro, in particolare la seconda, si inseriscono nel solco della nuova
politica dell'Unione Europea nel Mediterraneo, che ha trovato una sua prima coe-
rente formulazione alla Conferenza di Barcellona del 1995.
Fatte salve queste ultime iniziative, che già annunciano la novità dell'approc-
cio mediterraneo attuale, i d~e opposti approcci tradizionali ("barriera difensiva"
ovvero "ruolo ponte") hanno comportato anche iniziative politiche, economiche
o militari di carattere diverso e a volte opposto. In realtà tuttavia essi hanno avuto
in comune la stessa subalcernità al quadro strategico generale imposto dalle mag-
giori potenze esterne. Il primo era chiaramente subordinato al ruolo centrale del
centro Europa. Il secondo si è sostanziato in una sorta di piccolo cabotaggio, di
azioni autonome all'interno del quadro strategico dato, che ambivano in genere
più ad ottenere marginali vantaggi economici e commerciali, ovvero altrettanto mar-
ginali vantaggi politici, senza avere l'ambizione (per non parlare della capacità)
di porsi come nuovo punto di riferimento strategico per l'area.

