Page 263 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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stati presentati anche gli ordini del giorno di Labriola che definiva "insignificante" il trattato e ne
autorizzava pertanto la ratifica; Gasparotto (Democrazia del Lavoro), favorevole alla ratifica
subordinata all'articolo 90; Benedettini (Blocco Nazionale della Libertà), di condanna del tratta-
to senza mezzi termini.
(74) Replica di Sforza, 31 luglio 1947,Ibidem, p. 6541.
(75) Conclusioni di De Gasperi (Democrazia Cristiana), 31 luglio 1947, Ibidem, p. 6548.
(76) Ibidem, p. 6556.
(77) Gli altri ordini del giorno, contrari alla ratifica o di condanna, vennero considerati
assorbiti con la votazione dell'ordine del giorno Corbino-Giannini, e quindi considerati respinti a
fortiori.
(78) Gli emendamenti furono quattro; quelli del demolaburista Bassano e del repubblicano
Perassi che specificavano la ratifica delle Potenze menzionate dall'articolo 90 come conditio sine
qua non furono accettati da De Gasperi. Un emendamento del demolaburista Scotti, che sottoli-
neava l'imposizione del Trattato, fu ritirato dallo stesso proponente; infine il qualunquista
Patricolo propose un emendamento che definiva il trattato "Atto di Parigi", nel tentativo di rimar-
care la natura di diktat. Quest'ultimo emendamento, non accolto dal Governo, tu respinto con
voto palese dall'Assemblea.
(79) Sulla questione delle eccezioni sollevate dal Presidente De Nicola, si veda: Mario
Toscano, Ricordo della ratifica del trattato di Pace, in Nuova Antologia, vol. 50°, Fascicolo 2001,
settembre 1967.

