Page 14 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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4                                                             MASSIMO  BRUTI!

                L'altra questione che sorge per chi si avvicina dall'esterno, e senza conoscen-
           ze  specialistiche,  alla  vostra  materia,  è  quella  annosa,  plurisecolare  del  rapporto
           fra  la  storiografia  e  la  pratica,  che  in  relazione  alla  storiografia  militare  assume
           qualche significato in più.  Ci  si  può aspettare che dalla ricostruzione storica delle
           vicende militari possano nascere indicazioni utili  per l'organizzazione  delle  Forze
           Armate  ed anche  per la  loro attività,  fino  alle  scelte strategiche,  fino  al  modo di
           pensare e  di condurre i combattimenti? Non  è  così  semplice rispondere a questa
           domanda perché è  un'antica domanda su quello che la storia  può insegnare.  Ho
           riletto  di  recente  un saggio  di  uno  storico  inglese  intitolato  "Gli  usi  e  gli  abusi
           della  storia  militare"  che  ruotava  tutto  intorno  a  questa  questione,  a  questa
           domanda,  che  cosa si  possa  trarre  dalle  lezioni  che  si  impartiscono  agli  ufficiali
           nelle accademie,  in termini di indicazioni pratiche, dallo studio della storia. Forse
           si  potrebbe  più  modestamente  riformulare  questa  questione  così  antica  e  così
           annosa chiedendoci qual è  il  contributo che la  conoscenza storica  può dare  alla
           formulazione di giudizi di valore nell'ambito delle scienza militare.  Ecco,  io credo
           che se noi formuliamo in un modo più circoscritto il problema, ci accorgiamo che
           la storia può dare molto alla formulazione di giudizi di valore,  perché può contri-
           buire a fornire a chi si disponga di fronte ad una situazione concreta, affrontando
           il  problema di scegliere tra diverse opzioni quella ritenuta più vantaggiosa e utile,
           può fornire - dicevo - una esatta conoscenza di tutte le implicazioni concrete - o
           per lo  meno di  una serie  di  varianti - che  l'una  o  l'altra  scelta  può generare,  o
           meglio,  può fornire  l'esatta conoscenza delle implicazioni concrete che in passato
           da scelte  analoghe possano essere scatulite.  E quindi la storiografia è  utile anche
           ai fini della pratica purché non ci si aspetti che sia essa a dirigere la pratica.
                Queste sono soltanto alcune cudosità che ad un lettore  esterno delle vostre
           ricerche possono venire in mente. Ma io credo che il convegno di questi due gior-
           ni andrà ben più in là e sarà ben più approfondito di queste notazioni così lirnina-
           ri e così superficiali. Noi ci aspettiamo molto dalla collaborazione tra militari e sto-
           rici  laici.  Noi  possiamo  dire  che metteremo il massimo impegno nell'organizzare
           un rapporto tra queste categorie, il che significa anche definire le modalità di con-
           sultazione  delle  fonti,  il  rapporto  tra  il  lavoro  degli  storici  e  gli  archivi  militati.
           Abbiamo bisogno di una grande osmosi e di un lavoro che deve essere comune.
                C'è un interesse specifico a mandare avanti questi studi:  è la convinzione che
           la conoscenza della  storia  possa contribuire alla  relativizzazione  di  molte persua-
           sioni ed anche alla formazione di una élite militare colta,  capace di comprendere
           il presente,  capace  di  tenere conto dei  grandi  mutamenti che  hanno attraversato
           lo  scenario  internazionale  e  anche  di  quello  che  le  istituzioni  democratiche  di
           questo  Paese  chiedono  oggi  alle  Forze  Armate  italiane.  Noi  oggi  poniamo  alle
           Forze Armate  italiane  delle  domande che sono diverse  da quelle  che  ponevamo
           nel passato, chiediamo loro di fare  cose diverse e chiediamo anche di fare  molto.
           E quindi proplio per questo abbiamo bisogno di quadri dirigenti, di una élite mili-
           tare che sia colta,  preparata, consapevole e quindi anche attenta alla storia.
               Vi  ringrazio dell'attenzione che mi avete prestato e auguro al vostro conve-
           gno di ottenere risultati produttivi. Buon lavoro.
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