Page 279 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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TAVOLA ROTONDA: BILANCIO E PROSPETTIVE 269
Sottolineare la necessaria complementarietà dei due ambiti sembra perfino
banale, l'indagine storica non può che essere un "utensile" indispensabile per
un'analisi di situazione concreta.
È ben può trattarsi di indagine rivolta a contesti temporali e geografici
molto distanti da quelo della situazione analizzata.
Pau! Kennedy ha osservato che il declino delle grandi potenzea è determi-
nato dall'incapacità di sostenere il costo economico del mantenimento del ruolo.
Una considerazione desunta dall'indagine sulle vicende degli imperi spagnolo,
portoghese ed olandese dei secoli XVII e XVIII e formulata alla fine degli anni
'60, quando nessuno poteva prevedere l'epilogo della "guerra fredda".
Questi propositi, un rapido cenno agli strumenti per perseguirli.
Innanzitutto gli "incontri" a cadenza più o meno mensile, piccoli seminari
articolati in tre quattro interventi abbastanza qualificati coordinati intorno ad
uno stesso tema, spesso correlati alla presentazione di un Volume.
Si tratta frequentemente di lavori provenienti dall'attività editoriale delle
Forze Armate, ed in questo modo la Società risponde anche ad un'altra segnala-
zione del Professar Gabriele, quella concernente l'opportunità di migliorare la
visibilità editoriale degli Uffici Storici.
Uno strumento importante, a carattere propulsivo, è la pubblicazione di un
"quaderno" annuale, che dovrebbe stimolare l'interesse dei giovani ricercatori,
offrendo loro la pubblicazione dei lavori. Importante, ma purtroppo non utiliz-
zato come sarebbe possibile, un pò per difficoltà di carattere editoriale, molto
per una certa scarsità di materiale sufficientemente qualificato.
Con lo stesso obiettivo - l'incentivazione degli studi in ambito universita-
rio - è in preparazione un concorso per la concessione di una borsa di studio
per tesi di laurea o di dottorato.
L"'Aggancio" internazionale consiste nel collegamento alla "Bibliographie
internazionale d'histoire militare", edita annualmente dalla Commissione interna-
zionale di storia militare comparata, e nella partecipazione ai congressi indetti,
ogni anno, dallo stesso organismo.
l'acme dell'attività sociale è costituito dall'organizzazione di un convegno di
un certo respiro, con una partecipazione adeguata di studiosi, anche stranieri.
È un impegno notevole anche dal punto di vista finanziario, al quale non
siamno ancora riusciti a dare periodicità annuale, come vorremmo.
Credo che l'illustrazione, sintetica ma, pU!troppo, esaustiva (non c'è molto
di più da dire) degli strumenti a disposizione della Società Italiana di Storia
Militare, abbia dato una idea dei limiti che ne condizionano l'attività, limiti di
ordine finanziario ma soprattutto organizzativo.
È appunto la mancanza di un "ubi consistam" organizzativo la carenza più
grave, perché non permette un'utilizzazione adeguata dello spirito volontaristico
dei membri del consiglio direttivo, e dell'ottimo rapporto di collaborazione esi-
stente con gli uffici storici degli stati maggiori di Forza Armata.
Ma questo è un tema che mi sembra poco elegante porre in questa sede.

