Page 274 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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corso dei "decreti d'area" e delle "classi delle lauree", in cui ciascuna area può
articolarsi, ha fornito ai risultati del lavoro della commissione un carattere prov-
visorio che dovrà essere completato e revisionato sulla base degli ulteriori prov-
vedimenti allo studio del Ministero dell'Università.
Alla base del lavoro svolto dalla commissione sono stati individuati due
percorsi: il primo di durata triennale, in "Scienze storiche e socio-economiche
internazionali" e il secondo, che come accennò in precedenza prevede un bien-
nio di studi superiori, in "Studi storico-politici contemporanei". Come ha sottoli-
neato ieri il collega Matteo Pizzigallo, l'esigenza di formare delle professionalità
munite di una preparazione culturale ampia, aperta, interdisciplinare, adeguata,
insomma a comprendere e ad interagire con quelle realtà sempre più complesse
che i militari sono oggi chiamati ad affrontare ha suggerito di strutturare i corsi
suddetti in maniera tale da fornire una preparazione non solo di carattere stori-
co, economico e giuridico ma anche di tipo sociologico, psicologico, geografico
e antropologico.
I percorsi elaborati sulla base di tali esigenze subiranno indubbiamente,
come ho già sottolineato, modifiche e adeguamenti alla normativa generale
ancora allo studio del MURST, tuttavia la commissione ha ritenuto opportuno
predisporre un progetto di massima coerentemente modellato sulle specifiche
esigenze degli ufficiali e dei sottufficiali.
L'obiettivo formativo di fondo è stato individuato nella capacità di fornire
quelle conoscenze di base idonee a interpretare i principali fenomeni di caratte-
re storico, politico, economico e sociale del mondo contemporaneo. Il primo
livello di studi, infatti, prevede una preparazione di base nelle discipline geogra-
fiche ed elementi di antropologia culturale, di statistica e di diritto. Gli ambiti
disciplinari "caratterizzanti" sono quelli di carattere storico (storia dell'età moder-
na e contemporanea), storico-economico, sociologico, psicologico, letterario e
linguistico (l'obbligo di una lingua straniera dell'Unione Europea). Nei cosiddetti
"ambiti affini o integrativi" sono stati previsti lineamenti di storia della scienza,
delle istituzioni politiche e delle dottrine politiche. Un certo numero di discipli-
ne rimane affidato alla libera scelta degli studenti mentre una "prova finale"
dovrebbè attestare un adeguato livello di conoscenza di una lingua straniera.
Il corso di secondo livello, ovvero il biennio cui si può accedere dopo il
conseguimento del titolo di primo livello, è stato articolato in modo da rispon-
dere al seguente "obiettivo formativo": "formare lo specialista in grado di valuta-
re situazioni, anche complesse e crisi di varia natura che possano interessare
l'area geografica europea e il cosiddetto Mediterraneo allargato e individuarne le
soluzioni".
In questo caso l'analisi dei fenomeni storico politici, sociali, religiosi e cul-
turali si spinge più in profondità attraverso metodologie e tecniche specifiche,
proprie della ricerca storica ossia attraverso il ricorso alla documentazione diplo-
matica, alle fonti bibliografiche, a quelle storico-statistiche, agli archivi specializ-
zati, compresi quelli militari.

