Page 271 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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E ancora: la scelta dei vocaboli ha una certa importanza, se non altro sot-
to il profilo psicologico. Allorché si legge di "atrocità" italiane, di "genocidi" com-
messi dai nostri Comandi militari, viene inevitabile il confronto non già con quanto
è stato fatto a suo tempo dalle Grandi Potenze colonialiste, bensì con quello che
vediamo adesso nel continente nero, ormai interamente indipendente da qual-
che decina di anni. Nel Sudan, oltre 900 mila morti nelle stragi compiute contro
le tribù animiste e cristiane; nell'Uganda, oltre 750 mila vittime sotto le dittature
di Idi Amin e di Milton Obote; nel Burundi e Ruanda, oltre un milione di mor-
ti e due milioni di profughi nei massacri fra Tutsi e Hutu; nel Mali la pulizia et-
nica contro i tuaregh; in Mozambico si parla di un milione di vittime, ecc .. Per
non parlare, poi, dell'obbrobrio perpetrato dall'estremismo islamico in Algeria.
Che termini usare per queste vicende?
NOTE
(l) C. Cattaneo, Della insurrezione di Milano ne/1848 e della successiva guerra, Lugano
1849, p. 49.
(2) G. Andreotti, Visti da vicino, Rizzoli, SuperBur, Milano 1986 p. 343.

