Page 273 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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INTERVENTO ALLA TAVOLA ROTONDA
SILVANA CASMIRRI
Sono docente di Storia contemporanea presso la facoltà di Lettere e
Filosofia dell'Università di Cassino e il mio intervento intende fornire la testimo-
nianza di un'interessante esperienza di lavoro condotta dal mio Ateneo in colla-
borazione con l'Ispettorato delle Scuole dell'Esercito per elaborare percorsi for-
mativi modellati sulle specifiche esigenze degli ufficiali dell'Esercito italiano.
Sulla base di un accordo di programma siglato nel febbraio 1999 tra
l'Università di Cassino e l'Ispettorato, una commissione paritetica composta dal
professar Marco Palma, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, e da chi vi
parla e dal Maggior generale Corrado Politi, dell'Ispettorato medesimo, e dal
Brigadiere generale Nicola De Santis, in servizio presso la scuola di guerra di
Civitavecchia, ha studiato a fondo la possibilità di "costruire" percorsi di studio
di livello universitario i cui contenuti culturali fossero specificamente orientati a
fornire agli ufficiali e ai sottufficiali una preparazione funzionale ai nuovi e sem-
pre più articolati compiti dell'Esercito moderno, impiegato in modo crescente in
operazioni per il mantenimento della pace e della sicurezza e, come tale, essen-
ziale strumento della politica internazionale.
Il coinvolgimento di una facoltà umanistica testimonia che l'intendimento
di fondo è stato quello di integrare la preparazione culturale complessiva del
militare con una serie di "saperi" che, pur non essendo tipici della professione e
poco o affatto valorizzati nei percorsi di studio di livello superiore riservati
all'Esercito (es. discipline come Storia delle religioni, Antropologia culturale,
ecc.) possono facilitare l'analisi e l'interpretazione dei complessi scenari interna-
zionali e degli ambienti umani in cui le forze armate oggi sono chiamate ad
operare e come tali rappresentano non secondari elementi di supporto delle
scelte e del "modus operandi" delle stesse.
La commissione ha lavorato con ritmo sostenuto e in un clima di dialogo
aperto e costruttivo, teso ad individuare in primo luogo i contenuti culturali,
necessariamente multidisciplinari, idonei ad ampliare e diversificare la prepara-
zione dei militari e a sviluppare la capacità di comprendere le diverse realtà in
cui sono chiamati ad operare e di interagire con gli altri "attori", militari e non,
(gruppi etnici, governi, eserciti nazionali o forze multinazionali, autorità religio-
se, organizzazioni internazionali, ecc.). I criteri seguiti hanno tenuto conto dello
spirito e della lettera dei provvedimenti fino a quel momento varati dal MURST
in materia di riforma dei cicli universitari, anche se l'elaborazione ancora in

