Page 267 - II Convegno Nazionale di Storia Militare - Atti 28-29 ottobre 1999
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INTERVENTO  ALLA  TAVOLA  ROTONDA




                                                                  MARIO  MONTANARI



              La storiografia militare comprende tre distinti filoni: la produzione degli Uffici
         Storici delle tre Forze Armate,  la memorialistica  e  le  opere di studiosi della par-
         ticolare branca.
              La produzione degli  Uffici Storici ha  subìto  un  salto  di  qualità  una  ventina
         di anni or sono, quando vennero abbandonati due criteri seguiti fino allora: l'ano-
         nimato delle  opere (perfino il  nome del capo dell'Ufficio  Storico era taciuto),  in
         quanto  "il  lavoro  dello  Stato  Maggiore  è  anonimo",  e  la  regola  che  "l'Ufficio
         Storico  narra  e  non commenta",  in parte per evitare  giudizi ed in  parte  per non
         sollevare  polemiche  fuori  luogo.  La  caduta  dell'anonimato  ha  portato  seco  una
         maggiore  spigliatezza  nel lavoro;  il libero  commento,  negli  ovvi  limiti  della  cor-
         rettezza, ha reso la  narrazione più completa e  ricca di significato.  Al  riguardo, mi
         limito a citare gli ultimi volumi della "Relazione ufficiale sulla Grande Guerra" del
         gen.  Rovighi  e  la  "Storia  della dottrina  e  delle  istituzioni  militari dell'esercito  ita-
         liano"  del  gen.  Stefani.  E,  sempre  nel  quadro  della  predetta  maggiore  libertà  di
         espressione, è sorto uno stimolo ad allargare il  campo di indagine. Vds., ad esem-
         pio,  i volumi del col.  Botti sul "Pensiero militare  italiano".
              A queste due innovazioni si è  aggiunta una terza iniziativa:  l'apertura ai lai-
         ci.  Apertura  nel senso di una  più marcata agevolazione  nella consultazione de-
         gli archivi e dall'offerta di una collaborazione esterna.  I risultati sono stati ottimi.
         L'entrata  in  campo  dei  laici  ha  contribuito  a  dare  un  respiro  rilevante  alla  sto-
         riografia militare  e,  nel  contempo, ha fatto  meglio conoscere il  mondo militare.
         Non sto a  dare  indicazioni di  autori  perché l'elenco sarebbe lungo.
              A titolo  di ultima  pennellata al  settore della  produzione dell'Ufficio  Storico
         dell'Esercito,  cito  la  lodevole  pubblicazione  di  documenti  fondamentali,  quali  i
         "Verbali delle riunioni tenute dal Capo di S.M. G.  da/1939 al1943" e del "Diario
         Storico del Comando Supremo".  A quest'ultimo riguardo vorrei esprimere un au-
         spicio veramente sentito:  la prosecuzione del  Diario,  arrestatosi al  1941, nonché
         la  traduzione,  e  pubblicazione,  del  "Diario  di guerra  dell'Oberkommando  der
          Wehrmacht",  tanto  importante per noi.
              E passo alla  memorialistica.  Per quanto concerne protagonisti e  coprimari
         è  evidente che, a  quest'ora,  tutto è  stato pubblicato,  comunque desidero accen-
         nare  ad una  tendenza  affiorata  in questi  ultimi  anni:  la  ricerca  preferenziale di
         testimonianze  "dal  basso",  soprattutto  per accertare  il  grado  ed  il  tipo  di  con-
         senso delle masse a  questa  o  quella guerra.
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