Page 498 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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           ni di controbanda, raccolta informazioni), sia di controguerriglia “indiretta” (attività di
           polizia militare, di polizia giudiziaria, di controllo del territorio attraverso presidì e posti
           di blocco).
              Questo dinamismo portò cattura di partigiani, sospetti e renitenti e l’aver «immesso
           nella lotta degli elementi che per la loro mobilità e decisione hanno certamente scompa-
           ginato quello senso di sicurezza nel quale si adagiavano gli elementi terroristici agenti
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           in città e nei suoi immediati dintorni» .
              Il Settore Sud, costituito dalle Langhe e dal Monferrato, vide inizialmente un impor-
           tante schieramento di Reparti italo-tedeschi. I risultati più significativi furono conseguiti
           nelle prime settimane di operazione. Le unità impegnate, infatti, si mossero in modo
           veloce ed estremamente aggressivo.
              L’intensa attività di puntate, appostamenti, nonché alcune azioni in forza a più am-
           pio raggio hanno consentito il conseguimento di buoni risultati con la sorpresa di vari
           accampamenti di banditi, la loro parziale distruzione, la cattura di numerosi banditi e
           loro capi e di materiale vario. È stato inoltre possibile intercettare e catturare un avio
           rifornimento 47.
              Le difficoltà ambientali e il successivo ritiro dei Reparti germanici, della 1ª Brigata
           Nera Mobile e l’invio di un Battaglione “Cacciatori degli Appennini” a protezione delle
           operazioni di trebbiatura nel Cuneese e delle comunicazioni nel triangolo Torino-Cu-
           neo-Bra, “bloccarono” l’intera Zona Sud. Il numero insufficiente di unità a disposizione,
           infatti, non permise di avere una visione di insieme dell’intero Settore e non consentì
           una pianificazione omogenea dell’attività antipartigiana. Le singole operazioni, da quel
           momento, vennero progettate sulla base delle notizie a disposizione e delle informazioni
           raccolte.
              Pertanto avvalendomi di accertamenti diretti e delle notizie fornite da qualche ele-
           mento locale o da banditi catturati il seguito delle operazioni è stato basato su di una
           serie di puntate e di agguati nelle zone dove, di volta in volta, veniva segnalata la pre-
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           senza partigiana .
              Nei primi dieci giorni di settembre, però, i Reparti del Settore Sud scatenarono un’ul-
           tima grande azione di rastrellamento nelle Langhe. Con i due Battaglioni “Cacciatori
           degli Appennini” venne schierato anche un Battaglione di ucraini della Wehrmacht. Nel
           corso del rastrellamento ebbero luogo significativi scontri e le forze italo-tedesche si
           ritrovarono anche a subire l’iniziativa partigiana come quando «una cp. ucraina subiva
           sensibili perdite per effetto di una imboscata». Quest’ultima operazione, però, nono-
           stante la cattura di numerosi renitenti e disertori, non portò a nessun risultato concreto
           perché il grosso delle bande partigiane era riuscito a fuggire .
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           46   Ivi, p. 7.
           47   Ivi, «Riepilogo delle operazioni di controguerriglia svolte dai dipendenti reparti dal 21 al 31 agosto 1944»,
              cit., p. 3.
           48   Ivi, «Riepilogo delle operazioni di controguerriglia svolte dai dipendenti reparti dal 29 luglio al 31 agosto
              1944», cit., p. 5.
           49   Ivi, «Riepilogo delle operazioni di controguerriglia svolte dai dipendenti reparti dal 31 agosto al 10 settembre
              1944», cit., p. 5.
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