Page 496 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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              A fine agosto, però, questo imponente schieramento di forze fu quasi dimezzato (233
           ufficiali e 2.627 militari tra sottufficiali e truppa): i Comandi tedeschi, infatti, ritirarono
           quasi totalmente le proprie unità, lasciando solo il Gruppo di Artiglieria delle SS italia-
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           ne . Al 30 settembre 1944, le forze del Settore Sud erano diminuite ulteriormente, tanto
           che le intere operazioni antipartigiane gravarono esclusivamente sui reparti fascisti. In
           questo caso, la responsabilità della lotta alla guerriglia ricadde sui “Cacciatori degli Ap-
           pennini” che, con i suoi 158 Ufficiali e 1.228 uomini tra Sottufficiali e truppa, tentarono
           di “debellare” il fenomeno resistenziale .
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              Nel Settore Nord, le operazioni iniziarono il 29 luglio 1944. Sin dalle prime ore, i
           Reparti furono disturbati da continue azioni dei partigiani che avevano lo «scopo di met-
           tere in crisi le formazioni italo-germaniche». Il 2 agosto, il Raggruppamento “Borghese”
           raggiunse Cuorgnè e Pont Canavese.
              Nonostante le interruzioni stradali, sbarrata la val Soana, le colonne procedono verso
           la media ed alta valle dell’Orco; un attacco portato, dal versante destro della valle, con-
           tro una nostra colonna agente in fondo valle viene rapidamente respinto e gli attaccanti
           dispersi con perdite.
              Nei giorni successivi, le operazioni proseguirono a rilento (il 6 agosto venne occupa-
           ta Noasca) a causa delle pessime condizioni atmosferiche e delle strade «battute dal tiro
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           incrociato di armi automatiche»  e dei ponti distrutti dai partigiani. Solo l’11 agosto, la
           macchina bellica italo-tedesca tornò a funzionare a pieno ritmo. Le colonne raggiunsero
           Ceresole dove ebbe luogo un combattimento contro i partigiani che si risolse alle prime
           luci dell’alba, quando le truppe fasciste occuparono la località. Mentre le unità del Rag-
           gruppamento “Borghese” rastrellavano Ceresole, due colonne leggere vennero inviate
           verso il colle del Nivolet e della Crocetta. In quest’ultima località, fortemente presidiata
           dai “banditi”, i reparti fascisti furono travolti e costretti a ripiegare.
              Nel frattempo azioni di disturbo nel basso Canavese ed informazioni varie confer-
           mano che nuclei banditi di variabile forza provenienti dalle valli di Lanzo, per Corio, si
           stanno raccogliendo nella zona di Forno Canavese allo scopo di tagliare i rifornimenti
           del raggruppamento Borghese e bloccarlo, a sua volta, in valle Orco 39.
              Proprio in località Forno ebbero luogo due importanti e violenti scontri. «I banditi tra
           i quali risultano esservi numerosi elementi cecoslovacchi e russi, accettano il combatti-
           mento e fanno intervenire anche numerosi mortai pesanti, gli scontri però si risolvono
           favorevolmente ed i ribelli sono costretti a ritirarsi […] lasciando numerosi morti ed
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           armi sul terreno» .
              La situazione creatasi determinò il rinvio del rastrellamento in val Soana. Questa
           nuova operazione di controguerriglia, infatti, iniziò solo il 4 settembre, quando termi-


           36  Ivi, «Situazione della forza alla data del 31 agosto 1944», 20 ottobre 1944.
           37  Ivi, «Situazione forza alla data del 30 settembre 1944», 20 ottobre 1944.
           38  Ivi, «Riepilogo delle operazioni di controguerriglia svolte dai dipendenti reparti dal 29 luglio al 31 agosto
              1944», 14 settembre 1944, a firma del Generale Mischi, p. 4.
           39  Ivi, «Riepilogo delle operazioni di controguerriglia svolte dai dipendenti reparti dal 29 luglio al 30 settembre
              1944», cit., p. 4.
           40  Ibidem.
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