Page 499 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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ActA
Nelle ultime settimane di settembre, i “Cacciatori degli Appennini” poterono esegui-
re soltanto singole azioni a breve raggio, assumendo di fatto un atteggiamento pretta-
mente difensivo.
Al termine di questo grande ciclo di rastrellamenti interforze che vide i reparti della
R.S.I. e quelli tedeschi impegnati in tre differenti settori del Piemonte, dal 29 luglio al 30
settembre 1944, secondo le fonti fasciste, i partigiani riportarono 816 morti e 117 feriti.
Zone delle Morti accertati Feriti Prigionieri Prigionieri perché
operazioni perché sospetti renitenti di leva
favoreggiatori
Zona Nord 638 16 362 88
(di cui sei russi e
tre passati per le
armi)
Zona centrale 3 5 43 35
Zona Sud 175 96 402 701
(di cui 23 passati (di cui uno ucciso
per le armi) in un tentativo di
fuga)
Totale 816 117 807 824
Tabella 5. Perdite umane causate dal ciclo di rastrellamenti del Comando Co.Gu.
(29 luglio-30 settembre 1944) 50
V. Le modalità operative
Ma quali erano le modalità operative dei reparti dipendenti dal Comando Co.Gu.? In
questo caso, si deve parlare di tecniche di controguerriglia “dirette” e “indirette”. Tra
le tecniche “dirette”, il principale strumento continuava a essere il rastrellamento, a cui
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si deve aggiungere la controbanda e la raccolta delle informazioni. Nelle tecniche di
controguerriglia “indirette”, invece, rientrano tutte le tipologie di controllo del territo-
rio: attività di polizia militare e giudiziaria, presidi, sistemi di presidi, capisaldi, posti di
blocco etc. Durante la R.S.I., questa tecnica venne fortemente utilizzata perché, di fronte
a una deficienza di uomini, “garantiva” un apparente controllo del territorio o, quanto
meno, delle località di maggiore importanza strategica.
È doveroso segnalare che il Comando Co.Gu. scelse di utilizzare anche uno strumento
già collaudato con “successo” dagli italiani prima dell’8 settembre 1943: il campo di
concentramento. Nell’estate del 1944, lo S.M.E. ordinò al Comando Co.Gu., attraverso
l’ausilio dei marò del Battaglione “Lupo” della Decima MAS, di costituire un campo di
concentramento per civili nel Deposito di munizioni di Lombardore. Il campo avrebbe
utilizzato per alloggiamenti le baracche già presenti nel Deposito, le quali avrebbero
50 Ivi, «Specchio delle perdite inflitte ai banditi dal 29/7 al 30/9», 20 ottobre 1944.
51 Durante la Repubblica Sociale Italiana utilizzare la tecnica della controbanda significava combattere i
partigiani con le medesime tecniche della guerriglia: agguati, appostamenti, imboscate, etc. I Reparti che
utilizzavano la controbanda erano addestrati a eseguire anche azioni di natura “chirurgica” contro obiettivi
precisi. Questi militari potevano agire sia in divisa che in borghese. I Reparti Arditi Ufficiali furono, senza
ombra di dubbio, le unità dell’Esercito Repubblicano che utilizzarono maggiormente questa tipologia di
combattimento.

