Page 100 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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740 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
Missioni OSCE, “Bilaterali”, monitoraggio elezioni
Il personale delle Polizia ha svolto sovente anche Missioni per conto di Organizzazioni
Internazionali nell’ambito delle quali opera singolarmente e non in reparti contingentati.
Trattasi di missioni di durata variabile che nascono da precise richieste degli
Organismi Internazionali che pervengono al Dipartimento della Pubblica Sicurezza,
attraverso il MAE, e vedono l’impiego di dipendenti in attività di “monitoraggio, di
verifica oppure in qualità di consulenti e/o consiglieri giuridici”.
Si ricorda l’impiego di personale della Polizia di Stato nella Missione denominata
MAPE (Multinational Advisory Police Element), dislocata sotto l’egida dell’Unione
Europea Occidentale UEO in Albania nel 1998; nel 1999 in occasione della crisi
umanitaria del Kosovo col dislocamento temporaneo delle strutture della “Missione
Arcobaleno”; in missioni cd. di monitoraggio dell’Organizzazione per la Sicurezza e
la Cooperazione in Europa (OSCE) soprattutto in occasione di consultazioni elettorali
ovvero di iniziative di monitoraggio di Forze di Polizia di Stati sovrani, generalmente
dell’Est Europeo.
E ancora, in missioni fuori area, in Sudan nel 2002 in occasione della Missione
Multinazionale di osservazione denominata JMM (Joint Monitoring Mission) per il
controllo del rispetto delle tregua tra le fazioni armate combattenti nella regione dei
Monti Nuba.
Personale della Polizia di Stato è stato interessato, infine, a partire dal mese di
settembre del 2004, al programma di addestramento delle Forze di polizia libiche per il
pattugliamento dei confini terresti e delle coste di quel Paese fino al deposizione cruenta
del Col. Gheddafi.
EUBAM – LIBYA
La continua pressione migratoria dal Nord Africa, oltre alle preoccupazioni per la
proliferazione delle armi e la minaccia del terrorismo, hanno portato l’U.E., tramite
l’EEAS - European External Action Service, a identificare la Libia quale area di
intervento immediato all’esterno dei suoi confini, maggiormente strategica per la sua
sicurezza.
A seguito di negoziazione con l’U.E, avviata lo scorso anno, le Autorità Libiche
hanno invitato una Missione europea , denominata EUBAM – European Union Border
Assistant Mission, di esperti qualificati nel settore delle frontiere dell’immigrazione,
dogane, asilo e diritti umani, che è ufficialmente iniziata il 22 maggio 2013.
La Polizia di Stato, vi partecipa attivamente con un suo Funzionario dell’Ufficio
Coordinamento e Pianificazione Forze di Polizia, in qualità di Border Guard Adviser,
che aveva già avuto simili esperienze nei Balcani. (foto 13)
La Missione ha come proprio “core business” il supporto alla Autorità Libiche nella
gestione delle frontiere attraverso la predisposizione di diversi moduli di training e di
piani di azione e cooperazione per lo sviluppo di una strategia coordinata di controllo
del territorio e messa in sicurezza della immensa linea di confine libica, che si estende
per migliaia di chilometri, per lo più in aree desertiche, gestite da diverse tribù, spesso

