Page 100 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           Missioni OSCE, “Bilaterali”, monitoraggio elezioni
              Il personale delle Polizia ha svolto sovente anche Missioni per conto di Organizzazioni
           Internazionali nell’ambito delle quali opera singolarmente e non in reparti contingentati.
              Trattasi  di missioni di durata  variabile  che nascono da precise  richieste  degli
           Organismi Internazionali  che pervengono al Dipartimento  della  Pubblica Sicurezza,
           attraverso il MAE, e vedono l’impiego di dipendenti in attività di “monitoraggio, di
           verifica oppure in qualità di consulenti e/o consiglieri giuridici”.
              Si ricorda l’impiego di personale della Polizia di Stato nella Missione denominata
           MAPE  (Multinational Advisory Police Element),  dislocata  sotto l’egida dell’Unione
           Europea  Occidentale  UEO in  Albania  nel  1998; nel 1999 in occasione  della  crisi
           umanitaria  del Kosovo col dislocamento  temporaneo  delle strutture  della  “Missione
           Arcobaleno”; in missioni cd. di monitoraggio dell’Organizzazione per la Sicurezza e
           la Cooperazione in Europa (OSCE) soprattutto in occasione di consultazioni elettorali
           ovvero di iniziative di monitoraggio di Forze di Polizia di Stati sovrani, generalmente
           dell’Est Europeo.
              E ancora, in missioni fuori area, in Sudan nel 2002 in occasione della Missione
           Multinazionale  di osservazione denominata  JMM (Joint Monitoring Mission) per il
           controllo del rispetto delle tregua tra le fazioni armate combattenti nella regione dei
           Monti Nuba.
              Personale  della  Polizia  di  Stato  è  stato  interessato,  infine,  a  partire  dal  mese  di
           settembre del 2004, al programma di addestramento delle Forze di polizia libiche per il
           pattugliamento dei confini terresti e delle coste di quel Paese fino al deposizione cruenta
           del Col. Gheddafi.

           EUBAM – LIBYA
              La continua pressione migratoria dal Nord Africa, oltre alle preoccupazioni per la
           proliferazione delle armi e la minaccia del terrorismo, hanno portato l’U.E., tramite
           l’EEAS  -  European  External  Action  Service,  a  identificare  la  Libia  quale  area  di
           intervento immediato all’esterno dei suoi confini, maggiormente strategica per la sua
           sicurezza.
              A seguito di negoziazione con l’U.E, avviata lo scorso anno, le Autorità Libiche
           hanno invitato una Missione europea , denominata EUBAM – European Union Border
           Assistant Mission, di esperti qualificati nel settore delle frontiere dell’immigrazione,
           dogane, asilo e diritti umani, che è ufficialmente iniziata il 22 maggio 2013.
              La Polizia di Stato, vi partecipa attivamente con un suo Funzionario dell’Ufficio
           Coordinamento e Pianificazione Forze di Polizia, in qualità di Border Guard Adviser,
           che aveva già avuto simili esperienze nei Balcani. (foto 13)
              La Missione ha come proprio “core business” il supporto alla Autorità Libiche nella
           gestione delle frontiere attraverso la predisposizione di diversi moduli di training e di
           piani di azione e cooperazione per lo sviluppo di una strategia coordinata di controllo
           del territorio e messa in sicurezza della immensa linea di confine libica, che si estende
           per migliaia di chilometri, per lo più in aree desertiche, gestite da diverse tribù, spesso
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