Page 96 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           azioni che l’Unione è in grado di dispiegare nei campi dell’assistenza umanitaria, della
           cooperazione allo sviluppo e del consolidamento delle istituzioni.
              L’Italia,  tradizionalmente  sensibile  al  richiamo  della  solidarietà  internazionale  ed
           impegnata  nel peacekeeping,  vi partecipa  in misura considerevole,  rappresentando
           ormai in termini di uomini e di risorse uno dei maggiori Paesi contributori in assoluto.
              All’interno di ciascun Paese, e dell’Italia tra gli altri, la partecipazione di tutte le
           istituzioni interessate alla gestione civile di crisi, in stretta relazione con il Ministero
           degli  Affari Esteri (MAE),  è fondamentale  per fornire un contributo nazionale,
           quantitativamente rilevante e qualitativamente adeguato, alle esigenze della cooperazione
           multinazionale in aree di crisi.
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              I Ministeri dell’Interno, della Difesa, della Giustizia, dell’Economia e delle Finanze
           ed il Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri
           sono attori chiave in questo contesto.
              Fondamentale fattore per la riuscita delle missioni in ambito della PESD civile è la
           capacità di rispondere ad esigenze sempre più avvertite sul terreno, specialmente nelle
           fasi di stabilizzazione post-conflitto e di prevenzione dei conflitti, in presenza di forti
           tensioni politiche e fragili strutture statali.
              Tali circostanze richiedono il dispiegamento, spesso in tempi rapidi, di personale
           altamente qualificato ed adeguatamente addestrato con compiti quali l’assistenza alle
           strutture locali nel consolidamento dello stato di diritto e l’osservazione del rispetto di
           specifici accordi in contesti instabili.
              Tra gli altri compiti attribuiti alle missioni civili PESD, la riforma del settore di
           sicurezza,  ovvero  il  rafforzamento  degli  organi  di  governo,  supervisione,  gestione
           amministrativa e comando delle forze di pubblica sicurezza e delle forze armate in Paesi
           terzi, è progressivamente emersa quale area di azione prioritaria.
              L’invio di personale  in Missione di Polizia  Internazionale da parte  della  Polizia
           di Stato ha avuto inizio nell’agosto 1999, col dislocamento  in Kosovo  di un primo
           contingente nell’ambito della Missione UNMIK dell’ONU.
              Col passare degli anni, il mutare continuo degli scenari internazionali e gli sforzi profusi
           dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza hanno, via via, ampliato tale presenza cosicché,
           ad oggi, la Polizia di Stato partecipa, con aliquote di proprio personale contingentato,
           anche alle seguenti Missioni di gestione civile delle crisi dell’Unione Europea.


           UNMIK (United Nations Mission in Kosovo)
              La Missione Internazionale di Polizia Civile O.N.U. CIVPOL, denominata UNMIK
           è stata dispiegata in Kosovo con la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni
           Unite nr. 1244 del 10 giugno 1999, che ha previsto per la Polizia dell’UNMIK due
           specifici obiettivi:
           •  garantire l’ordine e la sicurezza pubblica in Kosovo e assicurare il rispetto della
              legge;

           2   Per gli aspetti normativi e finanziari della partecipazione dell’Italia alle missioni civili Pesd in Quaderni
              IAI nr. 35 L’Italia nelle missioni civili dell’UE. Criticità e prospettive a cura di Nicoletta Pirozzi febbra-
              io 2010, a pag. 71;
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