Page 118 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE 118
se. La prima, appare in una cartolina di Busi, mentre lancia un cuore al posto di una
bomba a mano. L’atteggiamento è quello tipico del granatiere ma l’abbigliamento con
i tacchi alti e la gonna aperta a scoprire la giarrettiera e la biancheria le danno una
posa da pin-up che viene esaltata, per contrasto, dal colore grigio-verde del vestito e
dall’elmetto militare. (fig. 16)
Ben diversa e potremmo dire di drammatica attualità, dopo l’attacco a «Charlie
Hebdo» del gennaio del 2015, è la copertina del giornale caricaturale «La baïonnette»:
una Marianna, col berretto frigio e la gonna a strisce bianche blu e rosse, che va alla
carica stringendo come arma una matita: nella guerra totale anche la satira si dimostra
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un efficace strumento di bellico. (fig. 17)
Il combattente italiano sarà per tutti il fante che Achille Luciano Mauzan realiz-
zò per il Quarto prestito nazionale del 1917, riassumendo ed esaltando la forza di
cui era dotato il Lord Kitchner disegnato dall’inglese Alfred Leete. (fig. 18)
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Se già il «Nuovo giornale» di Firenze aveva trasformato in testa di donna il sol-
dato di Mauzan, al caricaturista Luciano Ramo si deve il cambiamento non solo di
sesso ma anche di significato del soldato. Il fante si trasforma in una cocotte che
invita a spendere «tutti trenta trentesimi, anche prendendoli in prestito per com-
prare il cestino italiano» in riferimento al titolo del giornale caricaturale il Cestino
da viaggio. (fig. 19)
A sua volta, l’alpino del cartellone della Banca d’Italia diventa una prosperosa
signora in pelliccia che ammicca alla possibilità di comprare con uno sconto del
5% alla Pellicceria nazionale. La donna piangente di Aldo Bruno che invita a sot-
toscrivere alla Banca italiana di Sconto per «I nostri cari» diventa una donna che
riempie la coppa da spumante con le sue lacrime mentre la didascalia riporta «O
che allegria! Ridiamo! Il riso fa buon sangue!». (fig. 20-21)
31 Nel 1915 Nino Salvaneschi scriveva «E come in terra con i cannoni, mortai e le mitragliatrici e
come pel mare i sottomarini [.. ] e come pel cielo infine i dirigibili e gli aeroplani, i due eserciti di
caricaturisti hanno dato le loro battaglie ideali». Cfr. Nino Salvaneschi, «La guerra nella caricatura»,
in «Emporium», XLI n. 42, febbraio 1915, p. 138.
32 L’immagine accompagnata dalla scritta «Your country needs YOU» comparve sulla copertina del
«London Opinion» del 5 settembre 1914 e riscosse un tale successo da venire trasformata in mani-
festo. Si tratta della «iconografia più nuova e potente della propaganda della Prima guerra mondiale,
adottata e adattata nel corso del conflitto in ogni paese [...] ripresa [...] lungo tutto il Novecento [...]
ancora oggi [...] piegata a fini commerciali e politici di ogni genere, vera e propria icona della pub-
blicità tout court». Cfr. Cimorelli D. e Villari A., «Persuadere! Guerra, comunicazione e consenso
attraverso i manifesti dei Prestiti nazionali», in «La Grande guerra: società, propagande, consenso
...», cit., p. 42.
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