Page 134 - Fiori della Pietraia - Invenzioni e Sviluppo delle tecnologie durante la Grande Guerra
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la lana sin dal Medioevo garantiva, in particolare nel Mezzo- tamente impiantata a cavallo dell’incrocio tra il grande trat-
giorno dove una provvida iniziativa aragonese la fece assurde a turo Pescasseroli-Candela, che sarà fatto coincidere con il
risorsa basilare per il mantenimento dell’intero apparato eser- suo decumano principale, e uno minore tra il Matese e l’A-
cito del Regno. La rilevanza del ruolo della lana in ambito mi- driatico, prosperò in funzione della periodica migrazione. 7
litare perciò non poteva considerarsi una vera novità: nuovo se Dissoltosi l’Impero fu solo con l’aggregarsi del regno di
mai era il suo impiego non esclusivamente economico, ma per Napoli intorno all’XI secolo che la transumanza potette di
confezionare maglieria capace di proteggere dai rigori inver- nuovo espletarsi. Le prime iniziative normanne in materia
nali. La rilevanza di ambedue i ruoli sostenuto dal vello delle promulgate da Guglielmo il Malo, risalgono al 1155 e ten-
pecore in ambito militare una nuova digressione al riguardo. devano, con larghi privilegi, a incentivare i pastori dell’Ap-
La civiltà appenninica, che connotò per vari millenni la pennino, ristabilendo così il collegamento tra le aree
parte centro-meridionale della Penisola, fu in sostanza la montane abruzzesi e quelle costiere pugliesi per l’estrinse-
diffusione capillare dell’economia pastorale e dei suoi crite- cazione ottimale dell’attività. Grazie forse agli immediati
ri. Il territorio, del resto, sembrava perfettamente calibrato riscontri positivi fu imposto ben presto un particolare si-
alle sue specifiche esigenze. Le greggi, infatti, per una pro- stema di contribuzione fiscale sulle greggi che divenne su-
pizia moltiplicazione necessitavano di ampi pascoli: ottimi bito il principale introito della corona. Federico II di Svevia
quelli degli altipiani abruzzesi e molisani ma soltanto d’e- sviluppò ulteriormente l’attività che definì ‘Mena delle Pe-
state; ottimi anche quelli delle pianure costiere pugliesi ma core in Puglia’, subordinandola a una distinta magistratu-
soltanto in inverno. Troppo rigidi i primi e troppo torridi i ra, chiaro indizio della crescente importanza economica ed
secondi, quasi scontata la migrazione periodica fra quei due industriale della pastorizia transumante. Sotto la successiva
poli climatici, soluzione preistorica definita in seguito come dinastia angioina, però, l’intero comparto trascurato e svi-
“transumanza”, che consentiva di infrangere i drastici limi- lito, decurtò vistosamente il suo apporto finanziario.
ti della sostenibilità ambientale, dando così origine alla più Nel frattempo in Spagna ferveva la campagna scatena-
colossale e prolungata impresa antiecologica della Storia! Il ta dai regni cristiani per ricacciare i mori musulmani in-
reddito che commensurato su pochi animali riusciva fino sediatisi oltre cinque secoli prima nella regione, che tro-
ad allora assolutamente miserabile e insufficiente con tale vò proprio nel parallelo incrementarsi della transumanza
pendolare escursione stagionale iniziò a lievitare esponen- il necessario sostegno economico. Rimonta al XIII seco-
zialmente, foraggiandosi un numero di pecore altrimenti lo la regolamentazione della procedura, ribattezzata «Me-
incompatibile con i pascoli montani e litoranei. Intorno alle sta» con la promulgazione di dettagliate norme ammini-
tranquille masse ovine si articolò e prosperò rapidamente strative e con l’oculata scelta di pecore provenienti da una
una serie variegata di attività manifatturiere da quella case- tribù berbera del deserto del Marocco, i Banu-Marin, da
aria a quella tessile, tanto per citare le principali. cui la razza Merinos sinonimo da allora di lana pregiata. E
L’ingegnoso dispositivo implicava, però, un’assoluta stabi- quando, nell’estate del 1442, Alfonso d’Aragona conquistò
lità politica e soprattutto l’ inclusione nel medesimo stato de- il regno di Napoli, consapevole degli apporti all’indomani
gli opposti poli, essendo assurdo immaginare la transuman- della sua incoronazione prese attivamente a riorganizzare
za in scenari di guerra incessante o di brigantaggio diffuso o, la transumanza. A partire dal 1443, infatti, si riscontrano i
meno che mai, al di fuori di un unico Stato. Sotto il profilo suoi primi provvedimenti al riguardo, sebbene la promul-
storico ciò dovette verificarsi pienamente in età sannita, in- gazione dello statuto di fondazione della Dogana delle Pe-
terrompendosi nel corso delle guerre con Roma. Assoggetta- core di Foggia, nome dato alla nuova realtà istituzionale,
to l’intero meridione fu la stessa Urbe a ripristinare la pasto- si ebbe solo quattro anni dopo. I risultati economici delle
rizia transumante, sempre lungo gli stessi preistorici tratturi. disposizioni in materia si confermarono subito significati-
Tra le testimonianze pervenuteci della riorganizzazione ro- vi. Già nel biennio 1444-’45 le entrate della Dogana ascese-
mana spicca la cittadina di Saepinum, alle falde orientali del ro a 38.500 ducati, più del doppio delle annate precedenti,
massiccio del Matese, ai piedi della più antica sannita. Volu- mentre le pecore divennero 425.000. 8
Alla pagina a destra 7 Cfr. N. paoNe, Tratturi, canadas, drailles, drumurile, oierilos. Mo-
In alto: Gregge di pecore durante la transumanza lise in Europa, Isernia 2006, pp. 117-21.
In basso: Un piccolo gregge di pecore percorre l’antico decumano di 8 Cfr. J. a. mariNo, L’economia pastorale nel Regno di Napoli, Er-
Saepinum, già attraversato dal grande tratturo delle Puglie colano 1992, pp. 31-123.
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