Page 136 - Fiori della Pietraia - Invenzioni e Sviluppo delle tecnologie durante la Grande Guerra
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Alfonso, al pari di tutti monar-
                                                                                            chi, sentì l’esigenza di un proprio
                                                                                            esercito, preferibilmente  stabile  e
                                                                                            nazionale, prefigurandolo nel me-
                                                                                            desimo 1443 di almeno 1.000 uo-
                                                                                            mini d’arme, regolarmente paga-
                                                                                            ti in pace o in guerra, stanziando
                                                                                            per il suo mantenimento 100.000
                                                                                            ducati l’anno, a partire dall’entrata
                                                                                            in servizio degli organici. La cifra
                                                                                            per l’epoca appariva ingentissima,
                                                                                            tanto da poter sostenere ancora un
                                                                                            secolo dopo oltre 30.000 soldati.
                                                                                            I documenti d’archivio pervenu-
                                                                                            tici non ci consentono di appura-
                                                                                            re la maniera con cui fu risolto il
                                                                                            problema, ma significativamente
                                                                                            già dal 1448 la Dogana delle Peco-
                                                                                            re di Foggia fu in grado di elargi-
                                                                                            re 93.000 ducati, da 930.000 capi
                                                                                            in transito, che divennero l’anno
                                                                       dopo 103.000 ducati, da un milione di pecore. 9
                                                                        Confinando, come ebbe poi a dire un sovrano borboni-
                                                                       co, per tre lati con l’acqua salata e per uno con l’acqua san-
                                                                       ta gli sforzi della difesa del Regno si concentrarono inva-
                                                                       riabilmente soprattutto lungo i 2000 km del suo perimetro
                                                                       marittimo. Il che giustificava la relativamente esigua entità
                                                                       delle forze di terra per cui il gettito della Dogana si confer-
                                                                       mò congruo al mantenimento di un esercito stimato suffi-
                                                                       ciente allo scopo, maggiormente dopo alcune lungimiranti
                                                                       disposizioni di re Alfonso.
                                                                        Innanzitutto garantì ai pastori la sicurezza lungo l’intero
                                                                       tratturo della transumanza, dai monti al mare, reprimen-
                                                                       do energicamente ogni forma di banditismo e prevarica-
                                                                       zione feudale. Acquisì poi mediante dettagliati contratti di
                                                                       affitto obbligati, tutti i terreni del Tavoliere, formando una
                                                                       area di circa 4.000 kmq, che frazionata in 23 lotti principa-
                                                                       li detti ‘locazioni’ e 20 secondari detti ‘dei poveri’, fu de-
                                                                       stinata al soggiorno invernale delle greggi. Al pari dei pro-
                                                                       prietari terrieri anche quelli armentizi dovettero sottostare
                                                                       a vincolanti accordi, impegnandosi alla migrazione stagio-


                                                                       9  Cfr. N. mastroNardi, I giganti verdi, Isernia 2004.


                                                                       In alto: Tosatura di una pecora di razza merinos
                                                                       In basso: La monumentale Porta Boiano di Saepinum
                                                                       Alla pagina a destra: Veduta aerea del grande tratturo delle Puglie,
                                                                       largo in media circa 200 m




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