Page 181 - Fiori della Pietraia - Invenzioni e Sviluppo delle tecnologie durante la Grande Guerra
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bilità. Nonostante ciò, a partire dal sezioni esposte direttamente al tiro nemico, con un mas-
quel 1888, l’alto esplosivo si impose siccio strato di calcestruzzo. Nel primo caso la blindatura
e gli esperimenti di tiro con proiet- orizzontale si imponeva perché i proietti d’artiglieria, pro-
ti riempiti di acido picrico contro venendo da grandi distanze cadevano con angoli prossimi
opere fortificate confermarono, al alla verticale, con esiti devastanti in quanto esplodevano
di là di ogni più ottimistica previ- all’interno della fortificazione. L’insieme costituì una sorta
sione, la loro inimmaginabile effi- di impenetrabile camicia, direttamente cucita sulla sotto-
cacia devastatrice. stante muratura, in modo da neutralizzare o almeno atte-
Le fortificazioni costruite fino ad nuare gli effetti degli impatti dei proietti ad alto esplosi-
allora cessavano così virtualmen- vo. In pratica: “questa ‘cintura antideflagrante’ che venne
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te di esistere sul piano militare! E adottata, anche se con maggior parsimonia, dai Belgi e dai
ancora una volta nella storia dell’ar- Tedeschi, consisteva in una piastra di calcestruzzo di un
chitettura difensiva, nel disperato metro circa di spessore, che venia gettata sopra la struttu-
tentativo di non dismettere tutte le ra principale della fortificazione e che restava separata da
opere permanenti – non potendosi questa per mezzo di un altro strato, anch’esso spesso un
sostenere gli immensi oneri di una metro, di sabbia. Il proietto veniva arrestato e fatto esplo-
ricostruzione in massa, si ricorse ad dere dal calcestruzzo, mentre la sabbia smorzava le onde
espedienti occasionali. d’urto e impediva agli effetti dello scoppio di intaccare le
Una delle soluzioni che si impose, strutture sottostanti”. Ma gli enormi proietti cilindro-ogi-
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per semplicità costruttiva e per va- vali ripieni di alto esplosivo, spazzarono via quelle ingenue
lidità dei risultati, fu il rivestimen- barriere, svuotandole con pochi tiri. La nuova architettura
to delle coperture delle fortifica- difensiva dovette allora farsi carico di tornare alla contrap-
zioni o, più in generale, delle loro posizione rigida, per frustrare ogni altrimenti devastante
A sinistra: La catena di montaggio adot- 9 In merito cfr. a. Cassi ramelli, Dalle caverne ai rifugi blindati, Mi-
tata dalla Ford nel 1915 lano 1964, pp. 444 e ss.
In basso: Dettaglio della catena 10 Da i. hogg, Storia delle fortificazioni, Novara 1982, p. 184.
parte terza - attinenze all’edilizia ed alla meccanica 179

