Page 160 - Cittadini e Soldati - I Sacrari Militari Italiani all'estero
P. 160

156                         Cittadini e Soldati - i SaCrari Militari italiani all’eStero






                                                              EGITTO





                          urante il Secondo conflitto mondiale sono caduti in territorio egiziano circa 6.000 militari italiani. A partire
                          dal 1943, le Autorità britanniche, avvalendosi della mano d’opera di prigionieri di guerra italiani e tedeschi,
               D ordinarono sulle pendici di quota 33, nelle adiacenze Nord-Occidentali di El Alamein, un grande cimitero
               a carattere campale nel quale furono concentrate le Salme dei Caduti italiani e tedeschi che erano state rintracciate
               nelle zone circostanti, mediante una sistematica operazione di ricerca.
               Tale pietosa opera era successivamente completata, nel periodo 1949-1960, da apposite delegazioni italiane e tedesche.
               La delegazione italiana era presieduta dal Ten. Col. Paolo Caccia Dominioni, veterano delle battaglie combattute in
               quella zona, che si prodigò nel compito assegnatogli con ammirevole impegno ed appassionata dedizione. Le due
               delegazioni provvidero ad estendere il loro campo di ricerche progressivamente a tutte le zone del territorio egiziano
               ove erano avvenuti i combattimenti. Furono individuati e dismessi cimiteri campali e singole sepolture in tutta la
               zona compresa tra gli allineamenti costituiti dal confine libico egiziano e da una linea meridiana passante a qualche
               chilometro ad Est da El Alamein. Furono percorsi su automezzi ed a piedi migliaia di chilometri lungo la fascia
               costiera, all’interno del deserto del Siwa fino ai confini della depressione di El Qattara. La complessa operazione,
               che portò al rinvenimento dei Resti mortali insepolti, ed all’esumazione ed all’identificazione di quelli sepolti, fu resa
               particolarmente complessa e pericolosa dall’esistenza, nelle zone di ricerca, di estesi campi minati sino ad allora attivi.
               Nei quasi undici anni richiesti dal completamento dell’operazione, la delegazione italiana subì la perdita di sette
               collaboratori indigeni, dilaniati da mine, e di parecchi altri che rimasero mutilati o feriti. Le ricerche interessarono
               anche la zona del Canale di Suez per recuperare le Spoglie dei prigionieri di guerra caduti nei campi di concentramento
               allestiti dagli britannici nella zona dal 1940 al 1945.
               Al termine delle ricerche, nonostante il serio impegno con cui vennero svolte, oltre 1.300 Caduti italiani non furono
               rinvenuti ed i Resti di 2.196 furono attribuiti ad Ignoti per il mancato rinvenimento nelle loro sepolture di precisi
               elementi validi alla loro identificazione.
               Nel 1954 fu rilevata da parte italiana e tedesca l’assoluta necessità di onorare le Spoglie ritrovate conferendo loro
               monumentale  e  perenne  sistemazione  in  due  diversi  grandi  Sepolcreti  che  costituissero  opere  architettoniche
               particolarmente significative.
               Il Governo della Repubblica Federale di Germania progettò e finanziò la realizzazione di un imponente Monumento-
               Ossario costruito in pietra locale, a forma di castello medioevale e dalle linee particolarmente massicce, su un piccolo
               rilievo che si trova ad una distanza di 4 km ad oriente del Sacrario italiano. L’area interna del sepolcreto è costituita da
               un suggestivo chiostro. Il massiccio porticato perimetrale interno è dotato di numerosi vani in ciascuno dei quali sono
               state collocate delle lastre in bronzo ove sono elencati i nominativi dei Caduti tedeschi suddivisi per regione.
   155   156   157   158   159   160   161   162   163   164   165