Page 158 - Cittadini e Soldati - I Sacrari Militari Italiani all'estero
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154 Cittadini e Soldati - i SaCrari Militari italiani all’eStero
la seConda guerra Mondiale
l 10 giugno 1940, all’ingresso italiano nella Seconda guerra mondiale, le forze terrestri in Africa Settentrionale
erano costituite dalla 5ª Armata, dislocata nel settore libico-tunisino e dalla 2ª Armata, dislocata nel settore
I libico-egiziano oltre a un Comando Fronte Sud, responsabile settore sahariano.
Le unità comprendevano le Divisioni: Pavia, Brescia, Sirte, Savona, Bologna, Sabratha, XXIII Marzo, XXVIII Ottobre, III
Gennaio, Catanzaro, Cirene e Marmarica, due Divisioni libiche, il Raggruppamento Autotrasportato Maletti e vari reparti
dislocati nei settori di copertura e dalla Guardia alla Frontiera.
L’inizio delle operazioni fu funestato dalla morte in un tragico incidente del governatore della colonia Italo Balbo,
abbattuto nei cieli di Tobruk, sostituito dal generale Rodolfo Graziani.
Quest’ultimo, pressato dalle insistenze di Mussolini oltrepassò il confine egiziano il 9 settembre 1940, arrestandosi il
18 presso la località di Sidi el Barrani.
Mentre il comando italiano provvedeva alla costruzione di una strada e di un acquedotto che collegassero il porto
di Tobruk con il fronte, i britannici sferrarono il 9 dicembre una controffensiva, ad pera di un piccolo ma mobile
contingente motocorazzato.
Travolto il sistema di capisaldi italiani, i reparti britannici espugnarono rapidamente Bardia, Tobruch, Derna e Bengasi,
sopravanzando e costringendo alla resa le ultime unità italiane in ritirata a Beda Fomm. La spinta offensiva dei
britannici si arrestò il 7 febbraio 1941 nella zona di El Agheila, 110.000 italiani erano stati catturati.
Approfittando della sosta logistica che la rapida avanzata aveva imposto al nemico il comando italiano fece affluire in
Libia importanti rinforzi tra cui la Divisione Motorizzata Trento e una divisione corazzata tedesca, primo nucleo del
costituendo Afrika Korps, affidato al generale Erwin Rommel.
Le forze italo-tedesche contrattaccarono il 31 marzo le forze italo-tedesche iniziarono una travolgente controffensiva
che in 14 giorni riconquistò la Cirenaica, ad eccezione della piazzaforte di Tobruk.
La resistenza della piazzaforte consentì ai britannici di riorganizzarsi e il 18 novembre di sferrare un contrattacco che
impegnò le unità italo-tedesche in una serie di violenti combattimenti fra Sidi Rezegh e Bir El Gobi, cui parteciparono
le neo arrivate unità italiane: la Divisione corazzata Ariete e la motorizzata Trieste.
Per l’esaurirsi delle scorte e l’aumentare della pressione aerea avversaria le truppe italo-tedesche furono alla fine
costrette a ritirarsi dalla Marmarica il 7 dicembre 1941, ripiegando dapprima sulle posizioni di Ain El Gazala, poi sul
El-Mechili, infine nella zona di Agedabia il 17 gennaio 1942.
La Divisione Savona, circondata tra l’Halfaya e Sidi Omar, fu costretta a capitolare. Pochi giorni dopo, tuttavia, furono i
reparti britannici a trovarsi allungati su di un fronte eccessivamente ampio e con linee di comunicazione troppo estese.
Le unità italo-tedesche, approfittando di un periodo di predominio aeronavale, passarono nuovamente all’offensiva
sotto la guida del generale Rommel e rioccuparono l’intera Cirenaica entro il 4 febbraio 1942, espugnando il campo
trincerato di Bir-Hakeim e la piazza di Tobruk.
L’avanzata stavolta riprese immediatamente e, penetrata in territorio egiziano, segnò un clamoroso successo con
l’espugnazione del campo trincerato di Marsa Matruh. Il 2 luglio fu raggiunta l’ultima linea di resistenza britannica,
un corridoio costiero fra la stazione di El Alamein e la depressione di El Qattara, portandosi solo a 111 km da
Alessandria.
Ai primi di luglio Rommel, promosso feldmaresciallo e nominato comandante dell’armata italo-tedesca in Africa,

