Page 112 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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112 Thaon di Revel
“Tutti hanno il diavolo in corpo. Siamo agitati per non dire frenetici, come non avevo mai visto: i
piemontesi con le campagne elettorali, escono dal loro austero carattere. Non si può nominare una
persona che subito vi avvertono che anche lui si fa portare: non c’è più nessuna persona che non sia
portata in qualche luogo. E’ una processione di candidati. Ci occorrono, se non vado errata, non più
di 240 [in realtà 204] deputati. Ma i deputati proposti e probabili superano i 700, per non parlare di
tutti gli altri, un esercito, che sbucheranno fuori di nascosto con le votazioni. A Torino le ambizioni
sono più contenute, riguardose, ma in provincia sono un baccanale. I partiti si scontrano a viso
aperto, senza risparmiare le contumelie. I giornali sono diventati opuscoli di pubblica diffamazione,
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gli uni contro gli altri, e mi rifiuto di leggerli.”
Genova fu eletto nelle file della Destra nel collegio di Gassino in provincia di Torino nella votazio-
ne generale del 15 novembre, con un risultato lusinghiero, ottenendo 214 voti su 315 schede valide
(60,9%). L’esito della consultazione elettorale cambiò il volto del Parlamento subalpino, rafforzando lo
schieramento della Destra e indebolendo la corrente liberale che sosteneva Cavour, che passò da 140 a
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95 deputati. Il risultato destò ansia e preoccupazione tra quanti sostenevano l’indirizzo liberale e nazio-
nale del governo che sembrava essere messo in discussione dall’imprevisto successo dei suoi oppositori.
L’avvenimento certamente più importante e più gravido di conseguenze per il Piemonte, ma anche
per tutta l’Italia che Genova di Revel si trovò a vivere all’inizio del suo primo mandato parlamentare,
fu l’attentato di Felice Orsini a Napoleone III nel gennaio del 1858. L’episodio provocò, come è noto,
un’impressione enorme nell’opinione pubblica di tutta Europa e destò grande preoccupazione in Cavour
che temeva che il gesto dell’Orsini potesse far prevalere la posizione filo austriaca del ministro degli
esteri francese il principe Alexandre Walewski sulle propensioni filo piemontesi dell’imperatore. La
diplomazia francese inoltre esercitò pressioni molto forti perché il governo degli Stati Sardi adottasse
misure restrittive anche contro gli esponenti democratici, i più numerosi tra gli esuli provenienti da ogni
parte della penisola, che ormai animavano la vita politica piemontese e la stampa d’ispirazione mazzi-
niana.
La discussione in Parlamento, guidata con indubbia abilità da Cavour, portò comunque all’appro-
vazione del disegno di legge che, dopo importanti emendamenti, venne condiviso anche dalla Destra
costituzionale guidata da Ottavio di Revel e in cui si riconosceva anche Genova. In realtà il più giovane
dei fratelli di Revel non prese la parola durante lungo e animato dibattito che impegnò la Camera dei
deputati fino al 29 aprile 1858, limitandosi a presenziare alle sedute e a esprimere il suo voto a favore. In
questa prima parte della legislatura il neodeputato si occupò del problema delle controverse elezioni di
alcuni deputati. Gli esponenti cavouriani infatti avevano chiesto e ottenuto una Commissione d’inchiesta
che facesse chiarezza sulle pressioni, esercitate, a loro dire, dal clero a favore dei candidati della Destra
e segnatamente di quelli più conservatori. Durante i lavori della Commissione si aprì naturalmente un
acceso dibattito: Genova di Revel, suo fratello Ottavio e altri parlamentari dell’area cattolica replicarono
a queste accuse denunciando a loro volta l’intervento del Governo, anche attraverso l’Arma dei carabi-
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nieri, a favore di candidati liberali.
Al di fuori di questa polemica, che riguardava comunque un numero ristretto di parlamentari, i motivi
della sconfitta del partito liberale erano ben altri, come osservava lucidamente Costanza d’Azeglio:
“La causa deve ricercarsi nel sentimento religioso continuamente ferito da una stampa che è ve-
4 Costanza d’Azeglio, cit., vol. II, 14 novembre 1857, p. 1589. La traduzione in italiano è ripresa da Il giornale degli anni memorabili,
a cura di Mario Schettini, Cino del Duca editore, Milano, 1960, p. 317.
5 Ottanta erano gli esponenti della Destra di cui due terzi della corrente di Solaro della Margherita, dichiaratamente contraria alla po-
litica “italiana” del conte di Cavour e un terzo alla corrente conservatrice che faceva capo al fratello di Genova Ottavio e al generale
Menabrea.
6 Storia di Torino. La città nel Risorgimento, 1798 – 1864, a cura di Umberto Levra, Einaudi, Torino, 2000, p. 577; Atti del Parlamento
subalpino, Sessione 1857- 58 (VI Legislatura), dal 14 dicembre 1857 al 14 luglio 1858, Roma, Tip. Botta, 1874, volume IV p. 2007.
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