Page 9 - Inventario del fondo H-4 - Commissione d'inchiesta - Caporetto
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              Introduzioni




              giovanni Paoloni 1

                    ono trascorsi quasi cinquant’anni dal primo Congresso nazionale di storia mi-
                    litare tenuto nel 1969, da molti considerato come un momento di svolta nel
              S rapporto tra le forze armate e i loro archivi storici. E’ nota, ed è stata in passa-
              to rilevata, la frammentarietà del patrimonio archivistico militare recuperato fino alla
              metà del Novecento, determinata in parte dall’approccio al documento come “cime-
              lio” e dall’ottica sostanzialmente museale di formazione degli archivi custoditi presso
              gli Uffici Storici degli Stati Maggiori, in parte dalle disposizioni che assegnavano agli
              Archivi di stato il versamento della documentazione di natura più amministrativa e
              “ministeriale”, e in parte infine per le disposizioni interne che destinavano alla distru-
              zione (per ragioni evidentemente legate alla sicurezza) gran parte della documenta-
              zione “militare” in senso strettamente tecnico. Un altro aspetto di quel periodo era la
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              carenza di professionalità archivistica nell’opera di gestione della documentazione .
                 In preparazione del convegno, nel 1967, fu costituito un gruppo di lavoro che
              aveva fra l’altro il compito di affrontare i problemi relativi alla necessità di regolare
              il flusso della documentazione d’archivio e i criteri di selezione e di conservazione
              permanente del materiale di interesse storico. Nella stessa circostanza si iniziò anche a
              lavorare sulla questione della qualificazione archivistica degli addetti agli archivi degli
              uffici storici, all’inizio facilitando i rapporti e le collaborazioni con gli Archivi di Sta-
              to, e in seguito inserendo personale civile qualificato negli organici, assecondando la
              richiesta di formazione specifica da parte di quadri già inseriti nell’organico militare,
              e facendo ricorso alla collaborazione esterna di archivisti professionisti.
                 Un’altra questione aperta riguardava l’effettiva consultabilità della documentazio-
              ne presente negli archivi storici militari, a lungo oggetto di dibattiti e polemiche,
              talora assai vivaci. Due aspetti condizionavano tale consultabilità: da un lato quello
              normativo, per il quale va detto che oggi la consultabilità degli archivi storici delle
              Forze Armate è chiara, o almeno lo è nella stessa misura in cui lo è quella della docu-
              mentazione archivistica in generale; dall’altro la possibilità di localizzare la documen-
              tazione di interesse per il ricercatore. Anche sotto questo aspetto sono stati compiuti
              progressi importantissimi, per la cui prosecuzione uno stimolo importante viene ora
              anche dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa, che compirà il decennale



              1  Direttore della Scuola di specializzazione in beni archivistici e librari Università “La Sapien-
                 za” - Roma
              2  Si veda quanto scrive in proposito (alla p. 9 del testo di seguito citato) elio lodolini, L’in-
                 gresso dell’archivistica negli archivi storici militari, in Archivistica militare. Temi e pro-
                 blemi, a cura di F. rizzi, f. Carbone, a. gionfrida, Commissione Italiana di Storia Milita-
                 re, Roma 2012,  pp. 9-48.
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