Page 19 - L’Italia del dopoguerra - Le scelte internazionali dell’Italia
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LE TENTAZIONI NElrrRAilSTE OElllTAUo\
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pieno di dubb1 o.: di sper.mze che il d•n:noll:' della rivisra è costretto ad mtc:r·
venire nuovamente !13l con queste parole: "Noi sappiamo per amara esperlen·
za qtlilnto poc:o valf!ano le huone J7di'Ok m confronto con l:t reah<ì dei faui, e
quest'ultimi attestano che, nonost:ulle gli sf0f7.i fani dall'Italia p<:r dimo~Wtre
al mondo la sua raggiunta maturità politica ed una innov;niva coscienz;~
do.:mocratica, le prospettive di unll pace giust;a \'anno sen1pre riù ;~llontan:ln
dosi". Si ~1<1 diffondendtl un Limore giustìfic:uo che tuui gli sfon!:i f:tlli durJnte
kt cohellìgemnza siano stari v-.mi: "tutto l:tsda presumere - continua il COlon·
nello - che sti."'l per deline:usi l'c"ento taruo d<·prccahile di una pace punitiva.
Finch{: persisredì J';tssurda pretesa di voler crisralliz.z.are lo spirito della vitto-
ria. non riw;dr:ì facile ;ai vincirori umdere lc:Jimenle la mano ai vinti; verr:ì
quindi meno il presupposto fondamentale per una pace durevole".
Dello ste5so parert· dd Generale Gelich, ma con toni piLI accesi è il
Tenente Colonnello A. l:1ndi che nella pubhlicaz•one ddl'ottobre 1946 sì
esprime negativ;m1ente contro le limitazioni 1:conomiche e le defidenze di
materiali che affiiggono il nO!>Tro e*rcito. S0>-1enentlo ~:he ~ non esiste la
pot..~!hilit:ì cconomic:t per co:.rituire un esercito funzìnn~le e fare ddl'addc-
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str.tmcnw :tdcgu;uo hisogna ;were il c{)raggio di "chiude~ hone~a· ".
Chiaro ~ il rlferirnento al recente passato in cui :.i è tèn~to di fare "le nozze
cò! nchi secchi" e di bluffare: di quesH siStèmi I'U;tl.ia porta ancoru le ~:onse
guenzc ;>oiché hanno ~etwto Il dl5eredito sulle ìstiluzioni milirarl f:u:endo
dimenticare secoli dl woriose tr-.tdizic>nL
Il problema dell'allestimento e dell'annamenro serio e funzionale
dell'esercito è un tenl.ll molto ricorrente negli scritti militari di qll(d periodo.
t<tnto da far coincidere- lo stato delle Foa.e Armate con la prova della libertà e
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della sovranil'à di un popolo m •
Ma il primo vero e proprio accenno alla neutralit;ì si verifk'a nell'articolo
pubbli<-ato nel I"C?blmtio 1947 a fim1a del Maggior~: C. Ligonzo <Hu, il quale
part·e dal pr~upposto che per evitare le guerre non sia suftìcieme per gli stnti
eMroniarsi dalle contese c ricc>ITt:n: al!~t neutralit~ pt:nnanente. Un esame
supcrlìciale può far apparire tale mezzo effic-.<~ce.. specie :<e l'tmvalidato dalla
dimostmzione det risultati conseguiti c.Ia qualcuno degli stati ~;he hanno adot-
tato qt1est:t fomut di pulitie<t. In rc:tltà però 1:1 situazione ~ diversa perché, a
detta dell'autore, la funzione del teatro di guerra è indlpendente dali:~ volonrl)
del paesi cui quei teiTitnri appartengono: il fauo che qualche stato dichiamto·
si per la neutralità permanente sia riuscito. qualdJ.e volta. o il più de.Ue volte.
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" non panecipare ai connini, non può affermare l'efficacia del si~{(::ma perché.
al contr.trio, altri stati neutrali permanenti non h.1nno poruto mggiungere lo
stesso ri~ultato. Il risultato raAAiunto dai primi ~i può dire che non può :mri-
buirsi csclu~ivamente alla t'Ondi7ione di neutralit.:1 pcnn.mcnte ma :1nd1e ad
altre CiKosranze favorevoli e principalmente pèrd1<i il loro tcnitorio .~i tmv:t

