Page 26 - L’Italia del dopoguerra - Le scelte internazionali dell’Italia
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Il< MOMAIN H RAIN~.IIO
avere altrJ a~pimzion'-' che quella dì a:.Sicurare una prima onorevole resisten-
za contro un'aggressione, a difesa dei suoi confini già, purtroppo. ma1,menre
compromessi d;tlle cessioni territoriali e dalle :lltre clausole militari del diktat
di Parigi". È forte, e lo si nota c.JaJ tono degli ultimi due interventi. Il menti·
mento per le cessioni territoriali imp<JSteci dal Tmn:no di Pace che obbligano
i militari ad una revisione completa del pianr di difesa c. ad una impostazione
nuova .'ienza il punto fermo rapp=ntato dai confini naturnll.
Pet" rintracCiare un altro intervemo che almeno tocchi di sfuggita l'argo-
mento neutr<~lista. bisogna rìs;~lire fino alla lìne del 1947 con l'articolo del
Maggiore Forlenza m>. In tale ani<:olo però il primo dato da evideo.ziare è
sicur.tmente l'avvenuto cambiamento della situazione sia interna cht! intet""Oa·
zionalo::, con una r.!Jk"llli.u.a.ziono:: delle posizioni suU':ug()mento, wle da far
Iniziare il pe7-Zo con le seguenù parole "Occorre premenere l'inelunabilità
della partedpazione dell'Italia :'1d un fuwro t"onniuo. con buona pace del
.'>OStenitori della neutralil:ì perpetua". Lautore ritiene inevitabile l'intervento
'
dell'Italia in una guerr.1 che lui indica dover avvenire in un numero impreci-
sato eli anni a causa dd rinnovato contra.sto per l'egemonia dell'Europa e del
mondo. Non vi è stata, dal quindicesimo secolo ad oggi. gucrr:-j di coalizione
a cui l'Italia, unita o .scissa nei suoi slaterelli regionali, indipendente o soggio-
gata allo straniero. retta a rc.:gime assoluto. parlamentare o totalitllrio. non
abbia preso pane o come anrice = stessa o. peggio ancora.. come sangui-
nosa aren<1 d'incontro dei contendenti.
A paren:: del Maggiore qu~~o si è veritìcmo a c-.1usa di una fatalità stori·
ca, provoca1a non certo da permanente bellicositii ed aggressività degli italia-
ni, ma essenzialmente tlalla posizione geogmfiC!l e dal valore l>1rategico della
penisola e delle isole italiane. che d costringe ad entmre in guerra il più delle
volte per difenderci dalle mire altrui, più o meno tmschcrate, dalle "solite
ideologie".
Si ritorna quindi alle motivazioni SiJ'3tegico-mililad edotte dal Generale
Zanussi con. però. una punta di acredine che ~-ula dal solo discorso tccnico:
tutto qu(!jo,'tO è ben riscontrahile nell:t frnse frnaJe dell'articolo del Maggiore
Forlenza: "Questi appena enunciati sono fauori di inconutwerùhile realtà che
non è lecito far finta di ignorare sia pun:: a S<Xlpo propagandistico".
Preoccupato per il dl~intercssc dimostrntn dalla Na:cionc verso le qut'!.'>tio·
ni di camttere militare. si rivela il Gl·n(>tale G. Bologna nell'articolo da lui
scritto all'inizio dd 1948 ~ nel quale souolinea come nonostante le presunte
Iniezioni di spirito guerriero :JVvenure ù.urante il periodo fasc:isca. il popolo
Italiano sia sempre ponato a considerare gli :ugomcmi militari di secondaria
importan7.a tW. Gli avvemmenti dell'ultima gucrru. ed in particolare: del set-
tembrt: l943. addebilllti alla <."aSta militare più o meno fascista, e le conse-
guenti aspre p<>lemiche non ancom cessate hanno, ~~ ~-uo modo di vedere,

