Page 27 - L’Italia del dopoguerra - Le scelte internazionali dell’Italia
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          riportato in primo piano l"ar)lonlento • .sempnt e  purtroppo soltanto  ndl'amb•-
          to militant a c tusa dell'ann~ e  pc:rsls(eme disimer~ ge~r:llc. poktri7.2lllo-
          ~i sullo sloKan delhi neutr.1litii permanente:. slog:m che ha <.-onèorso. tra l'altro.
          all'inserimento  nella  coStituzione  allora  in  elaborazione della  dichiaraziontt
          secondo  la  quale l'llàlla rinunciava alla guem come Strumemo di oonquiSt:J e
          di  offesa :tlla  llben~1 degli  all:ri  pop<>LL  cQSa  che non contribuirebbe di  certo
          ad ostacolare le altrui veUeilà di invasione e  oonquista del  nostt()  territorio.
          l'intervento del  Generale si conclude con la constatazione d1e se .i politici. i
          gionmli e  l'opinione pubblica non prendono in esame, per la  necessaria  trat-
          tazione.  le:  più  m1port.anll  qu<.>stioni  tmlitan  è  opportuno che lo facciano gli
          ufficiali. giustamente preoccupati per il  loro avvenire. Dello stes:;o  parere è  il
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          Maggiore G. D'Antona che nell'articolo del mese suc:-cessivo  ~ •  in vi!;~ i !cuori
          a  sgombr-.tre senz'ahm il terreno  "dall'erroneo <.-oncc:tto" che  vom!hbe  f.tre
          dell"ltalia  una  nazione perennemente neutrule suJ  mooello svizzero c,  per
          ottenere dò. abolire qual.sia.si ·organi.z:atZIQne per la guerrn·.
              Ammettendo, come suggerisce l'••utore. il giuSto criteriC> di non  buuarsi in
          avventure analoghe a quelle appena trnscor.;e dall'Italia.  r~la il f;JI!O  d1e !U!li
          gli uomini tH "buon senso· dovrebbero rit-onoscere che. se non per la  guerrn.
          occorrerebbe almeno "tlrganizzarsi  per la difesa delia  nazione".  il  che, ai fini
          tecnki  della  prcp,lmz.tone  delle forze  e  dei  mezzi  hellici,  ~ la  stessa  co~a.
          Cosicché  per  il  Maggiore  è  necessano che anche  in  Italia.  1n  conformit:1  a
          quanto avviene  in  tUili  i paesi cosiddetti liberi del  mondo. lo stato provvedo
          sin  dal  tempo di  pace non  solo  all'organizzazione delle Forze Armule  ma
          and1e  alla  pre-org<~nizzazk>ne di tune le energie nazionali aue a concorrere.
          clireuameme ed indirett:unenle. ai fini bellici. Pro:.cgucndo il concetto  l'autore
          apre un:•  parentesi  sulla  que.~tione che  le  alle  autorità  miliiMi  in  p:tce  non
          devono t::>Sere  inter:unentc avulse dall:a  re.~pons:~bilità dell'organizzazione
          della  nazione alla  guerrn.  come ::.i  verificò durnme il  periodo fnsdsw  in  cui
          tale respon.'iabilità em devoluta al capo del governo. le autOrità militari dev(>-
          no rivendicare queSta  funzione per far sì che non oa.••:ca.no equivoci e  palleg-
          giamemi di responsabilit:1  con il mondo politico  come conseguenza  dell'im-
          preparazione delle Forze Ammte ltaliam: agli eventi bellici che si sono verifi-
          cati e che hanno portato al dissolvimento finale dell'autorità momle militare.
              Risale all'aprilt' del  1948.  quan<.lo om1ai la situazione poli.ti<.-a  intemazio-
          n:.lle  si  <!f"'.J  gi:l  :Ul<.lata  delineando in  manierJ  ahha.st:tnlll  chi:1ra,  il  primo ed
          unico  int~rvento di  un  ncm-militarc- sulle  pagine  della  Rivista.  Si  tr:llla
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          dell'anicolo redatto dal  Dou.  Ing. G. Stellingwerff t l  intitolato esplidr.amente
          "Necessiti! di dift.-sa  e cons.:guenli doveri della Nazione verso se stes..~~- L'arti-
          t.'Oio inizia con urut affermazione di smmpo politioo che solo ::td uo civile pote-
          va  essere  pennessa,  circa  il funo che gli  Imperialismi  vengono deprecati  con
          tant:l  maggiore  violenza  quanto  pìl)  fonenlt:-nle  ven~o.  in  effetti. applicati
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