Page 144 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
1.6 La Regia Aeronautica e l’armistizio
armistizio trovò la Regia Aeronautica in condizioni di assoluta difficoltà. Aveva combattu-
to sul fronte occidentale, sulla Manica, in Grecia, Albania, in Africa orientale, in Russia, in
Nord africa, su Malta e su tutto il Mediterraneo; tutto quello che era rimasto era stato reso
L’ disponibile per la difesa della Sicilia contro gli angloamericani, che peraltro non era riuscita.
La Flotta Aerea nel luglio 1943 era dislocata soprattutto in Sicilia, in Sardegna e nelle Puglie, dove si ebbero
le ultime fasi della guerra aerea contro coloro che sarebbero diventati ‘gli Alleati’. Il 24 luglio terminò defi-
nitivamente lo sgombero delle forze aeree italiane dalle Isole verso le basi continentali .
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Questa era la situazione, al momento dell’armistizio, delle Forze Aeree italiane.
A Milano con il Comando I Squadra Aerea erano presenti 15 squadriglie di caccia, 6 squadriglie intercettori, 6
squadriglie d’assalto, 4 squadriglie da bombardamento, 2 squadriglie da combattimento, 2 squadriglie tuffatori.
A Padova, vi era il Comando II Squadra Aerea con 6 squadriglie da caccia, 10 squadriglie da bombardamento.
A Roma si trovava il Comando III Squadra Aerea con 21 squadriglie da caccia, 2 squadriglie intercettori, 4
squadriglie d’assalto, una squadriglia aerofotografica, 12 squadriglie da bombardamento, una squadriglia da
ricognizione strategica, 10 squadriglie aerosiluranti, una sezione aerosiluranti.
A Bari aveva sede il Comando IV Squadra Aerea, con 12 squadriglie da caccia, 4 squadriglie tuffatori, 2
squadriglie da bombardamento, una sezione da bombardamento.
In Sardegna, a Cagliari, si trovava il Comando Aeronautica della Sardegna con 7 squadriglie da caccia, una
squadriglia da bombardamento, 2 squadriglie tuffatori.
In questo Comando erano state concentrate quasi esclusivamente le forze da caccia, in quanto si pensava
che lo sbarco degli angloamericani potesse essere in quella isola. Quando si seppe che lo sbarco era avvenuto
in Sicilia, si diede una diversa funzione agli aeroporti della Sardegna che furono utilizzati soprattutto come
base di appoggio per i rifornimenti, che si rivelavano così importanti per i combattimenti nei Balcani. Effi-
cienti dal punto di vista bellico solamente una ventina di velivoli fra Mc.203, Mc. 202 e Re 2001.
In Corsica, ad Ajaccio vi era il Comando Forze Aeree della Corsica con una sezione da caccia.
È ancor più interessante vedere quale era la dislocazione dell’Aeronautica in Grecia e nei Balcani dove la
situazione è stata sempre molto più difficile che altrove.
Ad Atene vi era il Comando Aeronautica della Grecia con una squadriglia autonoma da caccia e una se-
zione intercettori.
A Tirana aveva sede il Comando Aeronautica dell’Albania con 2 squadriglie da caccia, 4 squadriglie da bom-
bardamento, 2 squadriglie da combattimento.
A Rodi vi era il Comando Aeronautica dell’Egeo, con 2 squadriglie da caccia, una sezione intercettori, 4
squadriglie da bombardamento.
A Mostar aveva sede un Comando Aviazione Slovenia e Dalmazia con una squadriglia autonoma d’assalto
e 2 squadriglie autonome da bombardamento.
Le Forze Aeree italiane disponevano di 1.477 velivoli (1.255 da guerra e 222 da trasporto), dei quali 553
operativamente efficienti (420 da guerra e 133 da trasporto). Per quanto riguardava i 420 velivoli da guerra,
266 erano da caccia e 154 da bombardamento .
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207 Per la consistenza della Flotta Aerea e gli spostamenti effettuati nel luglio-settembre 1943, dati presi integralmente da Angelo
Lodi, L’Aeronautica italiana nella Guerra di Liberazione. 1943 1945, Ufficio Storico Stato Maggiore Aeronautica, Roma, 1975, terza
edizione riveduta e ampliata, p.7 e ss.; Filippo Stefani, L’8 settembre e le forze armate italiane, cit., p.169-172, dati che coincidono con
quanto citato da Lodi, a p. 21-23; v. anche Gregory Alegi - Baldassarre Catalanotto, Coccarde Tricolori. La Regia Aeronautica nella
Guerra di Liberazione, Ufficio Storico Stato Maggiore Aeronautica, 2010, Roma, seconda edizione; Alessandro Carpinelli, La Rior-
ganizzazione della Regia Aeronautica, in “Il secondo risorgimento d’Italia. Riorganizzazione e contributo delle Forze Armate regolari
Italiane- la cobelligeranza”, Atti del convegno, Bari 28-30 aprile 1994, Centro Studi e ricerche storiche sulla Guerra di Liberazio-
ne, ANCFARGL, p.189-205. Edoardo Grassia, L’8 settembre 1943 e la Regia ‘fascistissima’ Aeronautica, in Diacronie, Studi di Storia
Contemporanea, numero 25, 1|2016, p. 1-18. http://www.studistorici.com/2016/03/29/grassia_numero_25/
Di aiuto sono stati anche i documenti americani e britannici, poi citati in nota.
208 Giovanni de Lorenzo, Aeronautica e cobelligeranza, in ‘Italia in guerra, il quinto anno 1944’, Commissione Italiana di Storia Mili-
tare, Stabilimento Grafico Militare, Gaeta, 1995 p. 159-169.
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