Page 147 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO PRIMO
Come per l’Esercito e per la Marina, anche per l’Aeronautica il Promemoria N.1 del Comando Supremo del
6 settembre 1943, diramato a tutti gli Stati Maggiori, indicava dettagliatamente le azioni che dovevano essere
prese dall’Aviazione da quel giorno in poi, sempre nella presunzione che l’annuncio ufficiale dell’armistizio
sarebbe stato dato intorno al 10/12 settembre e che quindi ci sarebbe stato il tempo necessario per ottem-
perare agli ordini dati.
Il 6 settembre Sandalli ricevette, come gli altri Ministri, solo in lettura, il testo del Promemoria, nel quale era
previsto che gli aeroporti tedeschi dovessero essere occupati, con la cattura di quel personale e soprattutto
con la distruzione del materiale di volo e dei depositi di carburante e munizioni. Se non fosse stato possibile
mantenerne l’occupazione, allora dovevano essere resi inutilizzabili.
Chi aveva redatto il Promemoria si rendeva conto che, forse, non era possibile ovunque comportarsi come pre-
scritto, e comunque occorreva dare la precedenza agli aeroporti vicini a Roma; per quanto riguardava quelli di
utilizzo misto, italiano e tedesco, questi dovevano essere occupati, catturando il personale di volo ormai nemico
e salvaguardando i preziosi depositi italiani di carburante, del quale era ben noto ci fosse una notevole penuria.
Anche in questo caso gli aeroporti, se non occupati, avrebbero dovuto essere resi inutilizzabili. Ove necessario,
per raggiungere gli obiettivi prefissati, doveva essere disposto il rinforzo del personale italiano; in collaborazione
e previ accordi con l’Esercito, doveva essere rinforzata la difesa intorno agli aeroporti, avendo così una sicurezza
migliore per quanto doveva essere fatto nel caso di dover rendere i campi di volo inutilizzabili.
Guerra di Liberazione 1943-45, Macchi 205 Aeroporto Lecce, i piloti corrono verso i velivoli per una partenza su allarme.
Aeronautica militare - Fototeca storica
Per quanto riguardava gli aeroporti totalmente italiani, bisognava innanzitutto stabilire quale fosse il
numero di quelli agibili, e con una certa larghezza, per le necessità delle Forze aeree italiane, calcolando
che vi dovevano affluire tutti i velivoli in efficienza, provenienti da oltremare. In questo caso bisognava
operare con una forte difesa ad oltranza. Gli aeroporti, che non erano considerati necessari per questo
particolare servizio, dovevano essere resi inutilizzabili. Una importante eccezione era però prevista: bi-
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