Page 146 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
di assumere un compito di governo diret-
to, occorreva rendere inutilizzabili i mezzi
aeronautici, i depositi di carburante, ta-
gliare i collegamenti, eliminare elementi
dispersi e comunque effettuare poche im-
prese ma dirette nel senso stabilito.
Il Ministro dell’Aeronautica e allo stesso
tempo Capo di Stato Maggiore, genera-
le Renato Sandalli, era stato chiamato il
3 settembre da Badoglio insieme agli altri
colleghi ministri militari; aveva avuto so-
lamente, come loro, la comunicazione che
le trattative per l’armistizio erano in corso
ma non che l’atto era già era stato firmato.
La riunione era stata brevissima e senza
possibilità di commenti e osservazioni.
De Courten, nelle sue Memorie non ri-
porta che vi siano state concertazioni con
gli altri due ministri né commenti; scrive:
rapidamente congedati dal Maresciallo, lasciam-
mo silenziosamente il Viminale: ognuno di noi
riprese il proprio cammino . Nessuno dei tre
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ministri era stato convocato per parteci-
pare alle trattative dell’armistizio, che era
stato evidentemente solo un atto politi-
co. E tutti e tre ebbero poi a notare che
nessuno li aveva consultati per quello che
riguardava la Forza Armata della quale
erano a capo, mentre, se avessero potuto
dare il loro parere tecnico, dal punto di
vista operativo e logistico soprattutto, sa-
Guerra di Liberazione 1943-45 Macchi 202 Macchi 200.
Aeronautica militare - Fototeca Storica rebbe stato molto più facile eseguire poi
gli ordini diramati.
Tra il 3 e il 9 settembre 1943, nel succedersi degli avvenimenti, si trattò di un momento particolare, come
per Esercito e Marina, perché era già iniziato il combattimento contro velivoli tedeschi, peraltro in assenza
di una dichiarazione di guerra alla Germania, con quel che comportava per gli aviatori, come per gli altri mi-
litari, presi prigionieri dai tedeschi, considerati ‘rivoltosi in armi’ e quindi giustiziabili sul campo; allo stesso
tempo non era ancora cessato lo scontro con gli inglesi, tanto che il 4 settembre, quando ormai l’armistizio
era stato firmato, ma non ancora annunciato e quindi non conosciuto nemmeno dai combattenti dei nuovi
‘alleati’, un maggiore dell’Aeronautica, Giuseppe Cenni, inseguito dagli Spitfire inglesi, cadeva tra le gole
dell’Aspromonte.
L’articolo 4 dell’armistizio ‘corto’ prevedeva per quella Aerea, come era accaduto per la Flotta Navale, anche
il trasferimento dei velivoli in località decise dal Comandante in Capo Alleato e anche per questi si prean-
nunciavano, per il futuro, dettagli di disarmo. Tutto confermato dal primo e dal secondo articolo dell’armi-
stizio ‘lungo’. Queste modalità erano in realtà già state decise, e non modificate, nella prima conferenza a
Québec (14-24 agosto 1943) il 18 agosto, quando era stato stabilito che as many military aircraft as possible shall
fly to allied bases…Any ships or aircraft in danger of capture by the Germans must be destroyed… 214
213 De Courten, cit., p.178.
214 FRUS, Conferences at Washington and Québec, The Combined Chief of Staff to the Commander in Chief, Allied Force
Headquarters (Eisenhower), 18 agosto 1943, p.1060-1062.
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