Page 145 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO PRIMO



           Vi era inoltre un Comando Aviazione Ausiliare per l’Esercito, con 27 squadriglie da ricognizione terrestre,
           sparse in Francia, Italia, Jugoslavia, Albania e Grecia.
           Vi era anche un Comando Aviazione Ausiliaria per la Marina, con 20 squadriglie di idrovolanti per i Coman-
           di Marina dell’Alto Tirreno, dell’Alto Adriatico, del Basso Tirreno, dello Ionio, del Basso Adriatico, della
           Sardegna e della Grecia. 600 apparecchi circa erano in servizio nelle Scuole .
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           Le forze aeree tedesche del Comando Sud avevano in Italia la 2ª Luftflotte con ricognitori tattici; ricognitori
           strategici nella penisola e in Sardegna; caccia nella penisola e in Sardegna, dove avevano anche assaltatori;
           bombardieri presenti in Italia e nella Francia meridionale; aerosiluranti nella Francia meridionale; aerei per
           osservazione in Italia; aerei da trasporto in Italia. Al Nord e in centro Italia, caccia d’assalto bombardieri; nel
           sud Italia caccia d’assalto, bombardieri, ricognitori.
           A sud della Francia vi erano ricognitori della 3ª Luftflotte. In Grecia e Creta, caccia e assalto, bombardieri,
           ricognitori; in Croazia, stesso tipo di velivoli. In totale la 2ª Luftflotte disponeva di 1.607 velivoli (1.117 da
           guerra e 490 da trasporto), dei quali 626 efficienti (216 da caccia ed assalto, 313 bombardamento, 69 rico-
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           gnitori e 28 per cooperazione .
           Il 7 agosto 1943 in un memorandum dei Capi di Stato Maggiore degli Stati Uniti, in vista degli sviluppi che
           si erano verificati in Italia, si stimava che le conseguenze finali di tutto quanto era accaduto pochi giorni
           prima, non erano ancora totalmente intuibili. Gli angloamericani stimavano che, in totale, la forza in prima
           linea dell’aviazione militare italiana al 31 luglio 1943 fosse approssimativamente di 1.400 velivoli, dei quali
           1.050 erano dislocati nel Mediterraneo centrale (475 tra caccia e caccia-bombardieri), e 350, in quello orien-
           tale (100, tra caccia pesanti e caccia-bombardieri). In più, secondo le loro informative, approssimativamente
           250 velivoli erano a terra per manutenzione. Avevano anche notato, durante il 1942, che la Forza Aerea si
           era molto indebolita numericamente, anche per quanto riguardava la nuova produzione e l’addestramento
           dei piloti, il recupero equipaggi e l’efficienza in combattimento. Nella loro analisi, si scriveva che, tenendo
           in debita considerazione questi due fattori, i numeri dati precedentemente dovevano essere sicuramente
           diminuiti del 30% e, mettendo a confronto quella italiana con quella tedesca, l’efficienza in combattimento
           della prima era sicuramente inferiore alla seconda, pur avendo dato prova di abilità in vari scontri. In effetti,
           questa analisi non corrispondeva esattamente alla realtà numerica delle Forze, ma in linea di massima ave-
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           vano un’idea corretta della consistenza della Regia Aeronautica, per il periodo dal 7 agosto al 3 settembre .
           Alla vigilia dell’annuncio dell’armistizio, secondo fonti italiane , in totale vi erano 420 aerei (266 da caccia;
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           154 da bombardamento) in grado di combattere, su 831 (555 da caccia, 276 da bombardamento), in carico
           alla Flotta Aerea. Occorreva anche tenere in conto che l’Aviazione ausiliaria per l’Esercito disponeva di 146
           aeroplani in grado di combattere su 230 e l’ausiliaria della Marina aveva 104 idrovolanti efficienti, su 204.
           In sintesi, 670 velivoli, tra le tre FFAA, erano utilizzabili in combattimento, su 1.265 in carico, qualitativa-
           mente obsoleti: questa era la situazione di fronte alla forza e alla potenza numerica della Luftwaffe.
           Inoltre, l’Aeronautica disponeva di 133 aerei da trasporto efficienti su 223, in carico ai reparti e anche di
           600 apparecchi per le Scuole. In totale, escludendo gli apparecchi- scuola, vi erano 1.488 velivoli dei quali
           831 in efficienza.
           Per quanto riguardava il personale vi erano 12.013 ufficiali e 167.276 sottufficiali e militari di truppa (com-
           presi 7.683 allievi) per un totale di 179.289 uomini. Il personale navigante era costituito da 1.309 equipaggi
           per azioni belliche, trasporti esclusi. Molti di essi finiranno in campi di concentramento ingrossando le fila
           dei militari italiani internati (v. infra).
           Il 2 settembre era stata diramata, come già visto per l’Esercito e per la Marina, la Memoria n. 44/OP (co-
           nosciuta anche come Memoria Roatta, perché diramata dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito), secondo la
           quale, per quanto riguardava l’aviazione, nel caso che i tedeschi avessero tentato di ripristinare il fascismo o



           209   Non sempre nei vari studi i numeri sono uguali ma differiscono sempre di pochissime unità.
           210   Filippo Stefani, L’8 settembre e le forze armate italiane, cit., p. 142.
           211   FRUS, Memorandum by the United States Chiefs of  Staff, Secret, 7 agosto 1943 p. 453-458. V. anche le p. 499, 852-853; 855; 866;
           895, 897.
           212   Lodi, cit., p.23.

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