Page 190 - Lanzarotto Malocello dall'Italia alle Canarie
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aveva lavorato ad essa fornen-
do notizie su Pier Damiani
e Moggio Moggi, nella
sua opera De Canaria
et insulis reliquis no-
viter repertis offre
dell’incontro con
l’altro una inter-
pretazione diver-
sa. Si tratta in re-
altà di una “prova
d’artista” ed è, in
fondo, il battesimo
d’un nuovo genere
letterario: una tra-
duzione dal volgare
in latino di una lettera
familiare dalla colonia
mercantile fiorentina del-
la famiglia Bardi a Siviglia;
si trattava di una lettera che ri-
portava a Firenze la notizia di una
delle prime spedizioni portoghesi nelle Planifero di Pietro Vesconte (1320).
Canarie avvenute nel 1341. Il nuovo genere
letterario che Giovanni Boccaccio inaugura con questo lavoro è quello di
una narrazione di scoperte ed esplorazioni geografiche.
Non si insisterà sul tema del meraviglioso poiché esso è coerente con i
tempi e dunque compatibile con quel remoto angolo di mondo che, ricor-
diamolo, secondo Nicoloso da Recco “essere circa miglia novecento da
Siviglia a quelle isole”.
Tutto può sembrare dilatato ad occhio che ha attraversato orizzonti e
tempeste.
Dunque non stupisce che la narrazione possa essere colorita, con tan-
to di stupore per delle presenze, in loco, di partecipanti anche della vita
dell’Occidente civilizzato. E così se la natura è nello stesso rigoglio, non
stupisce che vi siano “falconi e altri uccelli che vivono di rapina”. Si parla
addirittura d’una chiesuola “dove pittura non era, né altro adornamento”.
E cosa di meglio che d’un quieto affresco cristiano (tale almeno noi l’av-

